Roma: anziana aggredita da 2 rottweiler. I veterinari dicono “no” al sensazionalismo, “inutile vietare razze pericolose”

Parlare genericamente di razze di cani pericolose “è un errore non solo concettuale ma, come è stato ampiamente dimostrato dai fatti, anche pratico perché non limita le aggressioni dei cani“. Questa la reazione di Gaetano Penocchio, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei veterinari italiani (Fnovi), alla notizia di quanto avvenuto a Roma dove, sulla Cassia, una anziana colf è stata aggredita dai cani della villa dove lavorava ed ora versa in condizioni gravi in ospedale. “Il fatto è gravissimo, non è il primo e senza interventi concreti non sarà l`ultimo. La nostra solidarietà alla signora è totale. Ma ho sentito parlare – continua Penocchiodi vietare l`importazione di alcune razze e di ripristinare l’elenco delle 17 razze pericolose. Una richiesta pericolosa oltreché bizzarra. Definire qualcuno pericoloso per razza è un errore gravissimo perché nessun cane è geneticamente pericoloso mentre i fattori ambientali sono determinanti per stimolarne una eventuale aggressività. Una legislazione specifica per razza genera una falsa e pericolosa convinzione nella gente che alcune razze siano pericolose, per definizione. Ritenendo indenni da atteggiamenti aggressivi tutti gli altri cani“. In realtà, spiegano i veterinari, l’aggressività è un comportamento che può essere manifestato da qualsiasi cane di qualsiasi razza, tipo o incrocio. A questa situazione di rischio “si era cercato di porre rimedio con saggezza e coraggio con l’ordinanza del ministero della Salute che prevedeva la formazione per i proprietari dei cani, in particolare di quelli problematici. Per un problema giuridico è stata eliminata ma le motivazioni che avevano portato alla sua emanazione che sono tutti in piedi, e come è evidente dai recenti fatti di cronaca, tutti drammaticamente attuali“.