La devastazione causata dalle gravi inondazioni che hanno colpito la citta’ di Krymsk e la regione meridionale russa di Krasnodar ha fatto scattare campagne donazioni in tutto il Paese e mobilitato un gran numero di volontari. La cosa, pero’, non sembra piacere alle autorita’ russe che hanno gia’ tacciato i volontari di essere agenti “destabilizzatori”. Tradizionalmente il potere locale e centrale in Russia guarda a massicce iniziative di volontariato in cui la popolazione si unisce per sopperire alle inefficienze della politica, come a potenziali micce di disordini sociali. Cosi’ Vasily Krutkov, sindaco di Krymsk – la piu’ colpita dal disastro con 159 morti – dove sono accorsi decine di volontari da tutto il Paese ad aiutare i senza tetto, ha accusato i nuovi arrivati di “destabilizzare la situazione” e “provare a generare caos“. Su blog e Twitter, alcuni esponenti dell’opposizione russa avevano denunciato la mancanza di soccorritori in grado di rimuovere i detriti e distribuire gli aiuti umanitari. A detta di Danil Lindele, assistente del deputato Ilya Ponomarev, mancherebbero anche vanghe e seghe. Subito dopo la tragedia si sono diffuse voci secondo cui le autorita’ locali avrebbero aperto troppo velocemente un bacino di riserve d’acqua vicino a Krymsk. L’acqua avrebbe travolto l’area, in quantita’ cosi’ elevata e con una tale forza che testimoni oculari hanno parlato di un vero e proprio “tsunami”. L’accusa e’ stata respinta dal governatore di Krasnodar, Alexander Tkachev, e il presidente Vladimir Putin ha ordinato l’apertura di un’inchiesta per capire se il disastro poteva in qualche modo essere evitato.
Russia, alluvione sul Mar Nero. Le autorità accusano i volontari: “destabilizzano l’ordine, provocano il caos”


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