Pur in presenza di acqua, frutto anche dei risparmi avvenuti nei mesi scorsi per via delle ordinanze regionali, assistiamo ad una siccita’ che sta provocando enormi danni all’agricoltura. L’acqua adesso c’e’, ma, anche di fronte al grande sforzo dei Consorzi di bonifica nel garantire delle infrastrutture irrigue efficienti per distribuire l’acqua su circa 600.000 ettari in tutto il Veneto, le colture soffrono. La denuncia arriva dall’Unione Veneta Bonifiche. Le cause secondo l’Uvb: a cavallo tra giugno e luglio, le piante si trovano in uno stadio fisiologico per il raccolto. Per esempio, la barbabietola ingrossa le radici ed inizia a riempirle di zucchero. In queste situazioni le piante pompano il massimo possibile di acqua dal terreno per assolvere alle loro ciclo naturale. Se le temperature sono molto alte, al di sopra delle medie stagionali, le piante aspirano acqua solo per sopravvivere. Tanta acqua viene spesa per compensare l’elevata traspirazione e altrettanta per far fronte alla fisiologia della riproduzione. Il risultato e’ il collasso della pianta.
Giuseppe Romano, Presidente Unione Veneta Bonifiche sottolinea: ”Stiamo assistendo a gravi danni, anche in aree dove storicamente l’irrigazione non veniva fatta per via della tipologia di terreno che portava le aziende a non irrigare o irrigare poco. In queste situazioni, che non fanno altro che evidenziare i cambiamenti climatici in atto, bisogna cominciare a pensare a delle nuove infrastrutture irrigue nella bassa pianura”. ”I Consorzi di bonifica, in questa battaglia, si stanno adoperando molto per attingere e distribuire l’acqua lungo una rete di canali lunga circa 18.900 chilometri – spiega – Tuttavia, c’e’ bisogno di una continua riconversione delle strutture irrigue, attraverso un passaggio dall’irrigazione a scorrimento al pluvirriguo con un conseguente ammodernamento delle infrastrutture, al fine di rendere sempre piu’ efficiente il settore agricolo veneto, famoso in tutta Europa per i suoi prodotti tipici e le sue Dop e Doc”.
”Questo e’ in parte possibile grazie alle risorse ministeriali derivanti dal Piano Irriguo Nazionale, per la quale sono pronti a partire, anche se in ritardo, per via di problemi insorti nell’erogazione dei mutui da parte delle banche, ben 22 progetti, per un valore di circa 76 milioni di euro – annuncia – Tra i progetti figurano l’ammodernamento delle opere di presa irrigua, estensioni delle reti idrauliche, sistemi irrigui integrati, creazione di serbatoi irrigui, riconversione degli impianti a scorrimento in impianti pluvirrigui e a goccia”. Andrea Crestani, Direttore Unione Veneta Bonifiche spiega: ”Migliorare l’irrigazione, significa anche provvedere alla formazione della Plv Veneta. I Consorzi hanno indicato in circa 220 progetti per un valore totale di 1,7 miliardi di euro le necessita’ progettuali dell’irrigazione veneta, che non possono dipendere esclusivamente dalle risorse rese disponibili dal Piano Irriguo Nazionale. Per questo i Consorzi di bonifica chiedono con forza di poter disporre di risorse all’interno del PSR per riuscire a mettere a disposizione delle imprese agricole un sistema irriguo efficiente capace di ridurre i consumi e garantire la piena disponibilita’ d’acqua. Investire tramite i Consorzi, nelle reti irrigue, significa mettere in moto delle soluzioni uniche e definitive, tenendo conto dei cambiamenti climatici, per evitare venturi danni ingenti al settore primario.”
Siccità in Veneto, danni gravissimi all’agricoltura


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