
Una potente sferzata temporalesca, nella giornata di giovedì 26 Luglio, ha colpito gran parte degli stati contigui degli USA, provocando molti disagi per allagamenti, a cui si aggiungono i danni cagionati dalle forti grandinate e dai “Downbursts” che hanno accompagnato lo sviluppo delle grosse “Multicelle temporalesche”. Quest’evento temporalesco però è stato veramente eccezionale anche per la più grande fabbrica di “Supercelle” del pianeta, le grandi pianure centrali degli Stati Uniti, terreno di scontro tra le fredde e secche masse d’aria provenienti dal Canada centrale con quelle molto più calde e umide che risalgono dal golfo del Messico. Questa nuova botta temporalesca alla fine ha prodotto ingenti danni in quindici stati lasciando senza energia elettrica almeno 250.000 utenti. Purtroppo non sono mancate neppure le vittime. Una persona è stata schiacciata da un albero che è caduto in Pennsylvania, mentre un’altra vittima, colpita da un fulmine, si è registrata nello stato di New York. Inoltre durante la manifestazione temporalesca di giovedì sarebbero stati avvistati pure due tornado.
Uno di questi avrebbe toccato terra nei pressi di Elmira, nello stato di New York, mentre un altro tornado sarebbe stato osservato non lontano dalla città di Brookville, nello stato della Pennsylvania. Per fortuna non hanno causato alcun tipo di danno a cose e persone finendo la loro corsa su campi coltivati e aree disabitate. I forti temporali che hanno dato luogo a questa severa fase di maltempo coprivano un’area insolitamente vasta che si estendeva lungo un fronte di ben 1.500 miglia, dal Texas al Connecticut, tagliando in diagonale gran parte degli States. Un evento davvero notevole e raro che viene denominato col termine di “Derecho” dai meteorologi americano.
Questi fenomeni temporaleschi spesso rappresentano delle vere e proprie linee temporalesche, o meglio estese “linee di groppo”, che possono estendersi per centinaia di miglia lungo le pianure degli USA, causando numerosi danni a seguito dei forti rovesci di pioggia, delle grandinate, dei rapidi e improvvisi colpi di vento prodotti dai “Downbursts” (che possono raggiungere l’intensità di un uragano). Nell’episodio di giovedì 26 l’intensità dei focolai temporaleschi è stato aumentata sensibilmente da una massa d’aria molto calda e umida preesistente da più giorni nei bassi strati, mentre per un lungo periodo sull’intera area statunitense si erano accumulate pesanti anomalie termiche positive. Durante il passaggio dei temporali in alcune località sarebbero state registrate delle raffiche di vento fino a 74 mph, ben 119 km/h. Ma l’episodio non si può certo paragonare al potente “Derecho” del 29 Giugno scorso. Quello del 29 Giugno rimane uno degli eventi più gravi e distruttivi nella storia del Nord America. L’evento del 29 Giugno ha ucciso 22 persone, lasciando senza corrente elettrica oltre 3,7 milioni di clienti. I danni contanti ammontarono per centinaia di milioni di dollari.
Ma come si sviluppa un evento di “Derecho” ?
Il “Derecho” in genere sorge in un’area di divergenza del vento nei livelli superiori della troposfera. Tale area di divergenza della “Jet Stream” deve sovrastare una regione dove prevale un flusso di aria calda e molto umida nei bassi strati, a seguito di una ondata di calore (“heat waves“) o una rimonta calda e umida in risalita dal golfo del Messico. La sovrapposizione dell’area di divergenza del “getto” al di sopra di una intensa avvezione calda spesso produce una zona di profonda convenzione che può favorire l’insorgere di intensi sistemi temporaleschi a mesoscala che possono unirsi in un fronte continuo. Una volta formato il fronte temporalesco si unisce in un unico blocco muovendosi velocemente, seguendo l’andamento delle correnti nella media e alta troposfera.

Gli eventi di “Derecho” più intensi si verificano soprattutto in estate, specialmente nei mesi di Giugno e Luglio, nelle aree caratterizzata da un forte “Wind Shear verticale” (variazioni di velocità e direzione del vento man mano che si sale di quota). A differenza delle tradizionali “Squall line” ( o linee di groppo) il “Derecho”, durante la sua avanzata verso est o nord-est, in direzione della costa atlantica statunitense, assume la forma di un arco o di una prua di una nave più o meno pronunciata, L’insorgenza di questo arco, che rappresenta la parte avanzate del fronte temporalesco, è originata dalla formazione di un’area di pressione molto più elevata nella parte sommitale del sistema convettivo a mesoscala avanzante. Questa area di alta pressione si forma a causa del forte movimento discendente presente dietro la linea di groppo che attiva potenti “Downburst” che spesso escono per diversi chilometri dalla linea del fronte avanzante, anticipando l’imminente arrivo dei temporali. Le dimensioni di questo arco possono variare a secondo delle situazioni, variazioni significative possono indebolire o estinguere quasi del tutto il “Derecho”.
Durante la stagione invernale i “Derechos” generalmente si sviluppano all’interno di un flusso di venti da sud-ovest nella media e bassa troposfera in un contesto di moderata instabilità atmosferica e alti valori di “Shear verticale” del vento (più di 20 m/s in più i 5000 metri). Secondo il National Weather Service un episodio di “Derecho” è classificato come un esteso e lungo fronte temporalesco che è preceduto o accompagnato da forti colpi di vento, che raggiungono e superano i 50 nodi, circa i 93 km/h (58 mph). Tali velocità, davvero considerevoli, devono presentarsi lungo l’intero arco del fronte temporalesco che deve mantenersi in vita per un periodo di almeno 6 ore. Proprio per questi motivi il “Derecho” può riuscire a compiere più danni di una tempesta tropicale o un vero e proprio uragano visto l’estensione dei forti colpi di vento e i forti fenomeni precipitativi che ne fanno seguito.
I “Derechos” sono in possesso di un alta velocità di propagazione e di una rapida crescita in avanti. Hanno un aspetto distintivo radar (noto come un arco), con diverse caratteristiche uniche, come la manifestazione di due o più “Downbursts” di fila. All‘interno di un nucleo temporalesco si possono raggruppare più “Downbursts“, creando dei “Macrobursts“. Questi rettilinei campi di vento possono superare i 160 km/h, mentre nei casi estremi, come quello del 30-31 Maggio del 1998 fra il sud del Canada e l’area dei Grandi Laghi, le raffiche di vento prodotte dai “Macrobursts” possono divenire talmente violente toccando i 250 km/h, sradicando interi boschi, causando ingentissimi danni alle abitazioni. I “Derechos” tendono a fornire la stragrande maggioranza di condizioni estreme di vento su gran parte del territorio in cui si verificano.
I dati raccolti dal Servizio Meteorologico Nazionale degli Stati Uniti e da altre organizzazioni di meteorologia, mostrano che una grande fetta del territorio del centro-nord degli Stati Uniti, del Canada e di gran parte della superficie dei Grandi Laghi, si può aspettare colpi di vento superiori, dai 135 km/h ai 190 km/h, almeno una volta ogni 50 anni. Questa raccolta dati comprende pure le potenti tempeste di vento prodotte dai profondi “gradienti barici orizzontali” prodotte dal passaggio di profondissimi cicloni extratropicali e altre da fonti barocline. Sugli USA solo le coste che si affacciano sul golfo del Messico o all’Atlantico, vedi soprattutto le Everglades, possono sperimentare condizioni eoliche ben più estreme durante il “landfall” di grandi uragani che raggiungono la 4^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti capaci di oltrepassare la soglia molto pericolosa dei 220 km/h.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?