Terremoto: 1 italiano su 4 aiuta a tavola il ‘made in Emilia’

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Oltre un italiano su 4 ha acquistato prodotti alimentari provenienti dalle zone terremotate dell’Emilia e della Lombardia per esprimere solidarieta’ e sostenere la ripresa dell’occupazione e l’economia. E’ quanto stima la Coldiretti in occasione dell’apertura a Bologna in piazza Enzo Re del primo mercato delle aziende colpite dal terremoto che hanno portato direttamente a vendere i prodotti salvati dal sisma, dal Parmigiano al miele, dai latticini ai meloni fino ai fiori, ai salumi tipici e al Lambrusco. ”La spesa ‘salva aziende’ dal terremoto – sottolinea la Coldiretti – ha avuto tra i cittadini italiani e stranieri una adesione esplosiva che ha contagiato tutti i canali a partire dalla rete dove sono stati aperti centinaia di blog per arrivare alle maggiori catene della distribuzione commerciale che hanno aderito ad azioni di solidarieta’ fino alle piu’ tradizionali botteghe e ai mercati degli agricoltori di Campagna Amica dove per sostenere i caseifici colpiti sono stati vendute centinaia di migliaia di spicchi di Parmigiano reggiano e Grana padano in poche settimane”. ”Le scosse oltre a provocare danni materiali a stalle, fienili, serre e cascine per circa 705 milioni di euro nelle campagne hanno anche interrotto bruscamente – sottolinea la Coldiretti – i normali canali commerciali, ma tanti agricoltori si sono rimboccati le maniche per cercare di tornare alla normalita’ senza attendere aiuti dall’esterno. Tra le bancarelle hanno trovato posto ad esempio Monica Ferrarini di Mirandola che conduce una azienda di ortaggi biologici che ha visto azzerata la sua capacita’ di lavorazione e vendita dei prodotti a causa del terremoto e ha dovuto trasferirsi momentaneamente altrove, ma anche Morselli che coltiva fiori con due magazzini totalmente da abbattere e danni agli impianti automatici di irrigazione con conseguente morte di molte piante che sono state anche irrigate ”a mano”. A causa del terremoto si stimano danni complessivi per 705 milioni di euro all’agroalimentare in Emilia e Lombardia. Ai circa 400 milioni di euro di danni provocati alle strutture agricole (fienili, stalle, magazzini) si aggiungono 70 milioni necessari per garantire la sicurezza al territorio riportando alla normalita’ gli impianti idrovori, irrigui, di scolo e di irrigazione fortemente lesionati.