Trivellazioni nel Canale di Sicilia: nell’isola in tanti si mobilitano per il “no”

Associazioni di pescatori, amministratori locali e ambientalisti insieme per chiedere al governo nazionale di fermare le trivelle petrolifere off-shore nel Canale di Sicilia. Si terra’ oggi al porto di Scoglitti di Vittoria (Ragusa), la manifestazione promossa da Agci Agrital Sicilia, Legacoop Pesca Sicilia e Greenpeace contro le perforazioni petrolifere e a tutela della biodiversita’ del mar Mediterraneo. All’incontro, in programma alle 10 al lido club ”La Capannina” di Scoglitti, parteciperanno i presidenti regionali delle organizzazioni di categoria del settore ittico, l’assessore regionale per le Risorse agricole e alimentari, Francesco Aiello, l’europarlamentare, Rita Borsellino, il direttore delle campagne di Greenpeace Italia, Alessandro Gianni’, e Franco Andaloro, ecologo marino e dirigente istituto di ricerca. Nel corso dell’incontro sara’ presentato l’appello, promosso da Agci Agrital, Legacoop Pesca e Greenpeace e sottoscritto da diversi sindaci siciliani, per chiedere al ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di fermare le perforazioni off-shore e approvare, anche di concerto con gli altri paesi rivieraschi, provvedimenti efficaci per la tutela dell’ecosistema del Canale di Sicilia, a partire dall’istituzione di una Zep (Zona Ecologica Protetta) sul modello di quanto gia’ fatto per il mar Ligure e il mar Tirreno.

“Portero’ in giunta una deliberazione che esprima la posizione contraria del governo regionale anche alle trivelle off shore nel canale di Sicilia”. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Ambiente della Sicilia, Alessandro Arico’,che lo scorso 13 luglio ha aderito all’iniziativa di Greenpeace ‘Meglio l’oro blu dell’oro nero’, e ha firmato l’appello contro le trivelle, insieme ai primi 17 sindaci siciliani. La Giunta Lombardo ha gia’ inviato al governo Monti la propria posizione ufficiale sugli impianti eolici off shore al largo delle coste siciliane. E’ stata inviata, infatti, lo scorso febbraio, dall’assessorato regionale al Territorio alla presidenza del Consiglio dei ministri e ai ministeri per l’Ambiente e la tutela del mare e per i Beni e le attivita’ culturali, la deliberazione della giunta di governo della Regione siciliana, nella quale “si esprime una chiara e netta contrarieta’ al rilascio di autorizzazioni per la realizzazione di impianti di produzione di energia eolica off-shore, in particolare sulle coste meridionali della Sicilia”. “Invitiamo tutti i sindaci siciliani, di ogni appartenenza politica, a firmare l’appello di Greenpeace – ha aggiunto Arico’ -. I mari circostanti la nostra isola comprese riserve e aree marine protette, potrebbero subire gravi danni dall’off shore, non solo quello petrolifero, ma anche eolico, oltre a ripercussioni inevitabili in settori fondamentali dell’economia siciliana come la pesca, il turismo balneare e dei beni culturali e ambientali, oltre ai gravi rischi di inquinamento dell’ecosistema marino”.