Un grave evento alluvionale, nella prima mattinata odierna, ha colpito le coste della Russia meridionale affacciate sul mar Nero, a seguito di forti piogge e temporali che hanno flagellato la regione di Krasnodar. Il bilancio purtroppo è veramente tragico, finora le autorità russe hanno parlato di oltre 100 morti accertati. Ma il numero delle vittime potrebbe salire ulteriormente nel corso delle prossime ore visto la portata dell’evento. I corpi di 76 persone, tra le quali un bimbo di 10 anni, sono stati ritrovati nel distretto di Krymsk, mentre altre vittime vengono segnalate lungo le importanti stazioni balneari della regione. Un portavoce della polizia locale ha spiegato che «gli agenti stanno accrescendo la loro presenza per evitare atti di sciacallaggio. Immediate le ricadute economiche. La Russia ha infatti bloccato l’attività navale nel porto di Novorossirsk e anche l’export di petrolio per le violente tempeste sul Mar Nero, che hanno anche provocato alluvioni nella regione di Krasnodar. Lo ha detto un portavoce della compagnia gestrice dell’export petrolifero russo, Transneft. “Il porto ha bloccato le spedizioni a causa della tempesta“, ha detto il portavoce di Transneft, Igor Dyomin. Novorossiisk, il maggiore porto russo sul Mar Nero, è stato colpito da un’alluvione e da una frana, ha detto Dyomin. Da Mosca è partito un aereo di soccorsi diretto a Krasnodar.
Le inondazioni hanno bloccato anche i trasporti e l’erogazione dell’elettricità. Nella regione di Gelendzhik, oltre 22mila persone e un ospedale sono rimasti senza elettricità. Il traffico sulla ferrovia Krymskaya-Bakanskaya e sull’arteria stradale Krasnodar-Novorossiisk è stato interrotto. Le abbondanti precipitazioni che si sono abbattute nell’area, con autentici nubifragi, hanno creato vasti allagamenti, trasformando le strade delle città in veri e propri fiumi in piena. Le intense piogge hanno inondato pure le campagne, trasformandole in acquitrini. Le acque fangose, dopo aver inondato diverse aree della regione russa di Krasnodar, si sono riversate sul mar Nero, intorbidendo le sue acque per decine di miglia. La città costiera di Novorossiisk è stata la più colpita da queste inondazioni. Qui la furia dell’acqua ha trascinato macchine posteggiate, insegne stradali e persino persone. Ma i danni maggiori si sono concentrati proprio nel distretto di Krymskl, dove purtroppo si è concentrato il maggior numero di vittime. L’area è totalmente disastrata, l’acqua e il fango hanno sommerso interi centri abitati. I danni sono veramente ingentissimi, ci vorrà molto tempo per tornare alla normalità.
Ma perchè un alluvione cosi disastrosa ha colpito le coste della Russia meridionale nel periodo estivo ?
Le regioni della Russia meridionale, di solito, durante il periodo primaverile (inizia il disgelo nelle pianure Sarmatiche) ed estivo possono essere interessate da eventi alluvionali, anche disastrosi, come quello che oggi ha flagellato la regione di Krasnodar. Eppure l’estate è una delle stagioni meno piovose data la latitudine più bassa che favorisce le risalite del caldo promontorio anticiclonico sub-tropicale responsabile dei periodi di stabilità che caratterizzano le estati sulle coste che si affacciano sul mar Nero. Non è un caso se queste località sono i luoghi di villeggiatura preferiti dai russi (ma non solo) durante il periodo estivo. Se prendiamo in analisi i dati pluviometrici di una città come Novorossiisk vediamo come uno dei mesi più piovosi è proprio quello di Dicembre, dove cadono oltre 113.5 mm, seguito da Gennaio e Febbraio, con i rispettivi 73 e 54 mm. Il mese meno piovoso invece è Settembre, con 28.8 mm, seguito proprio da Luglio, 30.9 mm, e Maggio, con 31.7 mm.
Ciò ci indica che l’estate è il periodo meno piovoso dell’anno, un po’ come il nostro clima mediterraneo, a differenza di quanto avviene nei sterminati bassopiani della Russia interna dove proprio nel periodo estivo si concentrano i massimi di piovosità, per merito del maggior riscaldamento dei terreni (indotto dall’intenso soleggiamento diurno) che agevola lo sviluppo dell’attività “termoconvettiva”, specie se in quota scorrono delle correnti più fresche e umide (da NO) provenienti o dalle alte latitudini atlantiche o dall’area scandinava o sub-polare. Il grave evento alluvionale che ha colpito la regione di Krasnodar è da attribuire alla particolare situazione sinottica che si è realizzata sul bacino del mar Nero.
Difatti, mentre un robusto promontorio anticiclonico sub-tropicale di blocco dall’entroterra algerino si erge verso il Mediterraneo centrale, l’area balcanica e gran parte dell’Europa centro-orientale, assicurando bel tempo e clima caldo, sul settore settentrionale del mar Nero il blocco anticiclonico ha agevolato l’isolamento di un piccolo “CUT-OFF” (vortice ciclonico chiuso ben strutturato in alta quota) in quota ormai evoluto allo stadio di un “Upper Level Low”, in fase di lento colmamento visto il mancato supporto fresco in quota. Questa circolazione depressionaria, attiva solo alle medie e alte quote della troposfera, si è localizzata a ridosso della penisola di Crimea, con il minimo barico in quota collocato poco a sud della penisola, causando un incremento del “gradiente termico verticale“ che ha inasprito l‘attività convettiva. Anche i valori dell’indice “Cape” (indice che misura il potenziale che ha l‘aria ad ascendere verso l‘alto), piuttosto elevati, indicavano una forte instabilità atmosferica.
Lungo il margine orientale di questo “CUT-OFF”, posizionato poco a sud delle coste di Crimea, si è attivato un debole flusso dai quadranti sud-orientali che ha sollevato masse d’aria piuttosto umide dalle acque del mar Nero. L’aria molto umida e altamente instabile sollevata dalle ormai più tiepide acque superficiali del mar Nero, spingendosi verso nord-est, ha raggiunto l’area costiera nei pressi di Novorossiisk. Propri qui, incontrando i rilievi montuosi presenti nel vicino retroterra, il flusso umido marittimo da SE ed E-SE è stato costretto a sollevarsi verso l’alto, per forzatura orografica, innescando cosi lo sviluppo di forti moti convettivi che hanno costruito un intenso sistema temporalesco autorigenerante a mesoscala che si è notevolmente ingrossato in loco per merito dell’intenso “gradiente termico verticale” e l’azione destabilizzante del vicino “CUT-OFF”. Il grosso sistema convettivo, una volta formato, è rimasto pressoché stazionario insistendo per varie ore su quasi tutta la regione di Krasnodar, scaricando violente precipitazioni, con rain/rate molto elevati, che in poche ore hanno inondato l’intera area.
Le precipitazioni molto intense hanno interessato tutto il tratto di costa, dalla città di Novorossiisk fino allo stretto di Kerch, l’unico Canale navigabile che permette il collegamento con il mar d’Avoz. Ma l’origine delle inondazioni è imputabile alle precipitazioni torrenziali cadute sul versante meridionale delle alture presenti nel vicino retroterra. Tutta quell’acqua, caduta in cosi poco tempo, non poteva essere smaltita, generando l’esondazione di quasi tutti i corsi d’acqua. Il grosso sistema convettivo a mesoscala, muovendosi lungo la parte settentrionale del “CUT-OFF”, si è poi spostato verso ovest, interessando, seppur indebolito, il settore più orientale della penisola di Crimea, dove si sono verificati dei forti rovesci e temporali, come nella città di Kerch. Il complesso nucleo temporalesco che ha originato questo grande disastro si è dissolto solo nel primo pomeriggio, non appena sono venute meno tutte le condizioni termodinamiche che lo hanno alimentando, favorendo un suo definitivo collasso proprio in prossimità della Crimea.


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