Violenza sessuale su un bimbo nelle tendopoli dell’Emilia, “sconcerto e dolore” da parte della diocesi di Carpi

MeteoWeb

Salvatore Catozzinon ha mai svolto servizi di carattere pastorale o educativo” e, in occasione della visita di Benedetto XVI dello scorso 26 giugno, il suo nome ”non compariva in alcuna lista ufficiale delle persone autorizzate”. Lo precisa la Diocesi di Carpi, esprimendo ”sconcerto e dolore” per l’arresto dell’aiutante di don Ivan – il parroco di Rovereto morto nel terremoto per salvare dalle macerie della sua chiesa una statua della Madonna – con l’accusa di atti sessuali su minori. Per ”evitare strumentalizzazioni”, la Diocesi ricorda inoltre che l’uomo, che diceva di essere fratello adottivo di don Ivan, ”era stato ospitato da don Ivan per una sua generosa iniziativa personale e, tramite l’amministratore parrocchiale don Massimo Dotti, era stato invitato a lasciare l’abitazione per consentire al nuovo parroco di inserirsi e operare liberamente”. ”In questo momento di estrema precarieta’ per le condizioni di vita di tante persone – conclude la nota della Diocesi di Carpi – se da un lato si auspica un rapido percorso giudiziario, dall’altro si chiede ai mass media di operare con senso di responsabilita’ affinche’ siano evitati accostamenti fuorvianti, nel rispetto di chi ora non e’ piu’ tra noi e di tutti colore che, direttamente e indirettamente, sono stati toccati da questa triste vicenda”.