18 Luglio 1969: una dichiarazione per il presidente Nixon da leggere in caso di disastro della missione Apollo 11

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    Credit: NASA

    Poco meno di un mese fa abbiamo celebrato il quarantatreesimo anniversario dello sbarco sulla Luna da parte dell’Apollo 11 della NASA, in quella che è ricordata come la missione più ambiziosa del secolo scorso. Come sappiamo i viaggi nello spazio hanno un grado di pericolosità evidente, tanto che il presidente Nixon preparò un discorso nel caso in cui qualcosa fosse andato storto. All’insaputa del popolo americano William Safire preparò un testo il 18 Luglio 1969, che il presidente avrebbe dovuto leggere in una conferenza stampa. Anche se fortunatamente non è mai stato consegnato, rimane un eloquente tributo al coraggio e allo spirito pionieristico degli astronauti, che hanno rischiato la propria vita pur di raggiungere un obiettivo storico per l’umanità. Quando Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins ritornarono sani e salvi a terra, la loro missione fu salutata in tutto il mondo come un risultato di proporzioni epiche, e questa dichiarazione fu silenziosamente nascosta negli archivi. Questo documento, di cui in basso vediamo una scansione, sarà esposto in una mostra a New York, San Antonio, Los Angeles, e Hartford.

    Richard Nixon

    IL DISCORSO – Il destino ha ordinato agli uomini che sono andati sulla Luna per esplorarla in pace, di rimanerci altrettanto in pace. Questi uomini coraggiosi, Neil Armstrong e Edwin Aldrin, sanno che non c’è speranza per il loro recupero. Ma sanno anche, che c’è speranza per l’umanità nel loro sacrificio. Questi due uomini stanno gettando via le loro vite per l’obiettivo più nobile dell’umanità: la ricerca della verità e della comprensione. Saranno rimpianti dalle rispettive famiglie e dagli amici; saranno rimpianti dalla nazione; saranno pianti dal popolo di tutto il mondo, ma saranno rimpianti dalla Madre Terra che ha osato inviare due dei suoi figli in un mondo sconosciuto. Nella loro esplorazione hanno suscitato nel popolo di tutto il mondo la voglia di sentirsi uniti; nel loro sacrificio legano  più strettamente la fratellanza degli uomini. In tempi antichi gli uomini guardavano le stelle e videro degli eroi nelle costellazioni. In tempi moderni facciamo più o meno lo stesso, ma i nostri eroi sono uomini epici di carne e sangue. Altri seguiranno, e sicuramente troveranno la loro strada. La ricerca dell’uomo non sarà negata. Ma questi uomini sono stati i primi, e rimarranno i più importanti per i nostri cuori. Ogni essere umano che guarderà verso la Luna nelle notti a venire, saprà che c’è qualche angolo di un altro mondo dove regnerà per sempre l’umanità.