Come già descritto in un precedente editoriale, un piccolo asteroide di circa 45-50 metri di diametro sfiorerà la Terra il prossimo 15 Febbraio 2013. La roccia spaziale, denominata 2012 DA14, transiterà ad una distanza di 27.000 chilometri dalla superficie terrestre, senza alcuna minaccia di impatto. Scoperto il 22 Febbraio 2012 dall’osservatorio Lasagra, sulle montagne dell’Andalusia meridionale, l’asteroide presenta una massa di 130.000 tonnellate. La sua orbita è ellittica, quasi circolare, ancora sufficiente per passare nei pressi del nostro pianeta due volte l’anno. L’orbita preliminare dimostra che 2012 DA14 possiede un’orbita molto simile alla Terra, con un periodo orbitale di 366 giorni. Il 16 Febbraio 2012 si trovava ad una distanza di 2,5 milioni di chilometri (circa 6 volte la distanza della Luna), e il 15 Febbraio 2013 sarà al di sotto della linea di molti satelliti commerciali, all’interno dell’orbita composta dai satelliti geostazionari, situata a circa 35800 chilometri sopra l’equatore. Quattro minuti dopo il suo rapido passaggio la Terra lo eclisserà per circa 18 minuti, rendendolo invisibile anche ai grandi telescopi.

Secondo gli ultimi dati acquisiti, durante il massimo avvicinamento brillerà come una stella di magnitudine 6-7 che attraverserà il cielo da sud-ovest verso nord-est ad una velocità di quasi un diametro lunare al minuto. L’asteroide non sarà visibile ad occhio nudo, ma per vederlo occorrerà un semplice binocolo. Per confronto, l’asteroide YU 55 di 400 metri di larghezza, transitato l’8 Novembre 2011, è passato ad una distanza di 320.000 chilometri. Per ora non sussiste alcun motivo di preoccupazione nonostante una distanza astronomica relativamente piccola, anche se in futuro potrebbe divenire un oggetto da tenere sotto controllo. Nel suo passaggio ravvicinato del 2013 infatti, la forza mareale terrestre cambierà il suo percorso, aumentando le possibilità di impatto futuro. Nonostante questo, la probabilità che ci colpisca tra il 2026 ed il 2069 è stimata a 0.033% (1 su 3.030). Se un corpo del genere colpisse la Terra produrrebbe l’equivalente di 2,4 megatoni di TNT, simile all’evento di Tunguska. L’osservazione del prossimo Febbraio fornirà un buon test, in attesa di Apophis, l’asteroide di 270 metri che avrà un incontro ravvicinato con la Terra nel 2029.


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