Un nuovo report pubblicato sulla rivista internazionale di conservazione Oryx conclude che le operazioni di reintroduzione dei leoni in cattivita’ in Africa risultano poco efficaci per l’effettiva conservazione dei leoni africani allo stato selvaggio. Lo studio si intitola “Walking with lions: Why there is no role for captive-origin lions (Panthera leo) in species restoration” ed e’ stato promosso dall’associazione Panthera – IUCN Cat Specialist Group. Lo studio liquida come commerciali, turistici e appartenenti al “mito della conservazione” tutti i programmi di reintroduzione dei leoni in cattivita’. “Gli ultimi due decenni hanno visto una rapida crescita di tali operazioni”, si legge nel report “soprattutto nell’Africa australe. Pubblicizzati come iniziative per ‘incontrare la fauna selvatica,’ i programmi costituiscono una mera attrattiva per i turisti. Il rilascio conclusivo nell’ambiente naturale dei leoni si rivela, invece, quasi sempre un fallimento. La nostra valutazione mostra, infatti, che i leoni allevati in cattivita’ e la loro progenie non sono adatti alla sopravvivenza e al rilascio nelle terre africane rispetto ai leoni nati e vissuti allo stato selvaggio”.
Africa: poco efficaci i programmi di reintroduzione dei leoni in cattività


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