Allarme per il Piemonte, è la pattumiera nucleare d’Italia! Appello di Legambiente e ‘Pro Natura’

Il Piemonte ”si sta sempre piu’ configurando come la pattumiera nucleare di gran lunga piu’ grande di tutta Italia”. L’allarme arriva da Legambiente Piemonte e Pro Natura dopo i dati diffusi nell’ultimo rapporto Ispra. Secondo le due associazioni ambientaliste i dati mostrano come ”il peso del nucleare pregresso gravi quasi tutto sul Piemonte, sia per quanto riguarda i rifiuti radioattivi giacenti, sia per quanto riguarda gli scarichi di radioattivita’ in aria e in acqua”. E poi ”ci sono i progetti di realizzazione di ben cinque nuovi depositi nucleari senza scadenza – avvertono – mentre sono ricominciati i trasporti nucleari per il riprocessamento”. In particolare ”se si considera l’insieme di tutti i tipi di sostanze radioattive presenti, – spiegano le due associazioni – oggi il Piemonte si trova ad ospitarne ben il 96%” mentre ”se si considerano solamente i rifiuti radioattivi (per i quali non e’ attualmente previsto nessun trasferimento, ma anzi e’ previsto il consolidamento della loro presenza grazie alla realizzazione di nuovi depositi nucleari collocati negli attuali siti di Saluggia, Trino e Bosco Marengo), il Piemonte e’ costretto ad ospitarne oltre il 72%”. Per quanto riguarda poi gli scarichi di rifiuti radioattivi di centrali e impianti nucleari che, anche se non piu’ in funzione, ”scaricano – sottolineano – in aria e in acqua in modo sistematico e ”autorizzato””, Legambiente e Pro Natura portano l’esempio del Trizio: ”il Trizio gassoso e’ radioattivo e radioattiva e’ pure l’acqua cosiddetta ”triziata”. Nell’anno 2010 il primato di scarichi di questa sostanza ”spetta di gran lunga alla ex centrale di Trino, nel vercellese” sottolineano. ”Oltre al Trizio scaricato da tutte le ex centrali nucleari – aggiungono le due associazioni – anche il centro nucleare Euratom di Ispra (Va) ne scarica inaspettatamente moltissimo (341 miliardi di Becquerel nell’anno 2010)” e, dato che lo scarico avverrebbe secondo le associazioni “nel Lago Maggiore e in prossimita’ del territorio Piemontese, desideriamo lanciare un nuovo ulteriore grido d’allarme”.