L’agricoltura in tutti paesi dei Balcani sta subendo danni gravissimi a causa di una prolungata siccita’ e di un caldo africano che fanno di questa estate una delle piu’ torride in assoluto per la regione. Dopo un inverno particolarmente rigido con freddo polare e nevicate eccezionali, tutti i Paesi della ex Jugoslavia, ma anche Romania e Bulgaria, sono alle prese da maggio con temperature quasi costantemente al di sopra dei 35 gradi con punte di 40 e oltre, e che raramente sono scese sotto i trenta gradi. Centinaia di incendi stanno devastanto migliaia di ettari di boschi e vegetazione nella regione, mentre quasi tutti i principali fiumi, a cominciare da Danubio e Sava, sono ai minimi termini per livello delle acque con problemi alla navigazione. In Serbia i danni causati dalla siccita’ sono stati valutati in circa un miliardo di euro, e a subire i danni maggiori e’ la Voivodina, la regione settentrionale al confine con l’Ungheria, la piu’ avanzata economicamente, considerata il granaio del Paese. Il governo di Belgrado ha annunciato un pacchetto di misure straodinarie e sussidi a sostegno del settore agricolo. Anche in Croazia le alte temperature e l’assenza prolungata di piogge hanno colpito fortemente l’agricoltura, in particolare in Slavonia, nell’est del Paese al confine con la Serbia, zona a forte densita’ di produzione agroalimentare. In Bosnia-Erzegovina i danni legati alla siccita’ in agricoltura sono stimati al 30%-40% del raccolto, in particolare quello di mais e degli alberi da frutta. Danni ingenti alla produzione agricola per la calura e l’assenza di piogge anche in Montenegro, Macedonia e Kosovo, Paesi fragili economicamente e che gia’ importano un gran parte del loro fabbisogno alimentare.
Caldo e siccità, Balcani in ginocchio: crisi agricola e fiumi in secca da record


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