Caldo e siccità: in Toscana proliferano le alghe, gravi morìe di pesci

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Il gran caldo favorisce il proliferare di alghe nelle acque interne, causando anossia e provocando ampie morie di pesci. A lanciare l’allarme e’ l’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni, secondo cui il fenomeno – di cui arrivano segnalazioni dalla Toscana – e’ “un’ulteriore, grave conseguenza ambientale dei ripetuti anticicloni africani, che stanno colpendo l’Italia in questa estate dalle caratteristiche climatiche nuove per il nostro Paese”. I consorzi di bonifica stanno intervenendo, immettendo acqua fresca negli alvei ma – ammette l’Anbi – nelle attuali condizioni di siccita’, e’ problematico anche il reperimento di risorse idriche aggiuntive”. “C’e’ poi da considerare – ricorda Massimo Gargano, presidente Anbi – che la forte riduzione di produzione agricola in molte aree del mondo, indotta dalle insufficienti precipitazioni ed accanto a gravi ripercussioni economiche, avra’ conseguenze anche di carattere ambientale, i cui scenari sono ancora compiutamente da decifrare. La contrazione dei cicli produttivi riduce, infatti, anche l’effetto di fotosintesi, favorendo la permanenza in atmosfera di superiori quantitativi di anidride carbonica, uno degli agenti maggiormente insistenti sull’effetto serra. Se tale fenomeno e’ considerato la prima causa dei cambiamenti climatici, mai globalmente percepiti come adesso, e’ presumibile il ripetersi, se non l’accentuarsi di quanto registrato in questa annata”. Per dare concreto significato alla parola “prevenzione”, e’ quindi “indispensabile rilanciare, quanto prima, il Piano irriguo nazionale, di cui sono stati finanziati interventi per 600 milioni di euro a fronte dei 7 miliardi individuati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica ancora nel 2004: solo l’irrigazione puo’ dare certezza di futuro all’agricoltura italiana”. “Per quanto sembri paradossale in questo periodo di caldo afoso – prosegue Gargano – ancora piu’ urgente e’ l’allarme sul rischio alluvioni. E’ gia’ allerta, infatti, soprattutto al nord, per l’annunciato arrivo della perturbazione ‘Beatrice’ con temporali e nubifragi; in caso di necessita’, il personale dei consorzi di bonifica procedera’ allo svaso della rete di scolo attualmente utilizzata, laddove possibile, per la cosiddetta ‘irrigazione di soccorso’. Inoltre – aggiunge il presidente Anbi – come denunciato anche dal Consiglio nazionale dei geologi, gli incendi, che stanno colpendo molte regioni italiane, causeranno ulteriori 300mila ettari a forte rischio idrogeologico per la distruzione dei boschi, che ne garantivano il drenaggio. A fronte dell’ulteriore aggravarsi del gia’ precario equilibrio territoriale italiano, ricordiamo che la legge di stabilita’ 2012 non prevede alcuno stanziamento ulteriore per gli interventi di difesa del suolo, rispetto a quanto gia’ previsto nella finanziaria 2010”.