Cambiamenti climatici: l’ecosistema più minacciato è quello umano!

Scarsita’ d’acqua, ecosistemi a rischio, ghiacciai che si sciolgono. Ma e’ la civilta’ umana ad essere la piu’ minacciata dai cambiamenti climatici. E paradossalmente, la minaccia la sta creando con le sue stesse mani. Non ha dubbi Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf, che all’Adnkronos spiega che, con i danni ai sistemi naturali e alle reti alimentari, “e’ la civilta’ umana la specie piu’ a rischio”. “Alla fine di tutto – aggiunge – gli effetti piu’ negativi dei cambiamenti climatici sono quelli che subisce l’uomo, in particolare quella fascia di popolazione piu’ fragile, piu’ povera e con il minore accesso alle risorse”. Una posizione condivisa da una vasta comunita’ scientifica che oggi lavora per capire le correlazioni tra le grandi sfere che compongono il Pianeta: la sfera dell’acqua, del suolo, della biodiversita’, la sfera dell’aria e, ovviamente, quella umana.

Sfere “strettamente collegate tra loro, che stanno interagendo in maniera complicata a causa della prevalenza dell’antroposfera sulle altre”, spiega Bologna, ricordando che e’ proprio per questo che si parla ormai di un nuovo periodo geologico, iniziato appena due secoli fa: l’antropocene. “Tutta la comunita’ scientifica e’ al lavoro su questo tema, con i piu’ grandi studiosi del mondo concordi nel parlare di un pianeta sotto pressione e di una situazione preoccupante perche’ la modificaziome indotta dall’uomo sui sistemi naturali e’ talmente pervasiva e ampia da raggiungere i livelli delle grandi forze geologiche che hanno modificate la Terra in miliardi di anni”, aggiunge l’esperto.

A preoccupare gli scienziati, infatti, non sono i cambiamenti climatici in se’, “il clima cambiera’ indipendentemente da noi, come sempre e’ accaduto”, specifica Bologna. A preoccupare e’ la velocita’ con cui questo sta avvenendo a causa dell’intervento umano. Velocita’ che lascia poco spazio e tempo per adattarsi. ai cambiamenti avvenuti. “Per esempoio, c’e’ una forte convergenza sul fatto che le grandi ondate di calore saranno sempre piu’ severe, particolarmente sul Sud Europa e nell’area mediterranea”, aggiunge Bologna. Difficile prevedere come faranno gli ecosistemi e reagire a questo. E con gli ecosistemi a soffrire saranno le produzioni agricole, gli allevamenti, la qualita’ dell’aria e quindi l’uomo.

Per questo, i governi iniziano a interessarsi ai Piani di adattamento ai cambiamenti climatici “che pero’ dovrebbero essere globali”, specifica Bologna. “Anche in Italia, il ministero per l’Ambiente ha messo in piedi un tavolo di lavoro con esperti seri per mettere a punto un Piano nazionale di adattamento, che pero’ dovra’ anche avere la disponibilita’ economica che ad oggi non c’e'”. Il dato piu’ drammatico e’ che, nonostante la crisi economica che aveva fatto registrare una diminuzione delle emissioni di Co2 nel 2009, oggi le emissioni climalteranti sono di nuovo increscita e sono loro le principali responsabili dei cambiamenti “e su queso nessuno sta facendo niente di serio”, denuncia il direttore scientifico del Wwf. “La battaglia che ci vede impegnati oggi riguarda l’adozione di un protocollo serio per la riduzione delle emissioni di Co2”, aggiunge. E non si tratta di una battaglia fatta da ambientalisti estremisti, ma “di una battaglia per la civilta’ umana. Stiamo cercando di salvaguardare quegli equilibri climatici che hanno consentito alla civilta’ umana di arrivare dove siamo arrivati”.