Dagli Usa arriva un modello di analisi che consente di capire lo stato di salute degli oceani del mondo. Si chiama Health index ocean e grazie a una serie di indicatori e misure di rilevazioni valuta le condizioni dei mari, attribuendo particolare attenzione ai rischi relativi agli impatti dell’antropizzazione e agli effetti sulle popolazioni costiere. I ricercatori hanno confrontato le componenti ecologiche, sociali, economiche che caratterizzano i Paesi costieri per ottenere il punteggio di ogni stato. La media mondiale e’ 60 ma la top ten dei punteggi varia da un minimo di 36 in Sierra Leone a un massimo di 86 ottenuto da Jarvis Island, un’isola disabitata nell’Oceano Pacifico sotto la giurisdizione degli Stati Uniti. L’Italia rientra nella media mondiale ottenendo un punteggio di 60, nonostante la scarsa valutazione per quanto riguarda la protezione delle coste (8 su 100) e il turismo (35 su 100). Il sistema di indicatori prende in esame quanti obiettivi in una lista di 10 vengono raggiunti dai Paesi all’interno delle acque delle loro zone economiche esclusive (in genere fino a 320 chilometri in mare aperto, includendo acqua pulita, disponibilita’ di cibo, cattura di CO2, biodiversita’, protezione delle coste, turismo e opportunita’ ricreative, pesca artigianale, sostegno delle economie locali e percezione di appartenenza degli abitanti). L’idea e’ di orientare verso forme di sviluppo sostenibile.
Dagli Usa arriva l’Health index ocean: un modello per capire lo stato di salute degli oceani


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