“Nel momento, in cui l’attenzione politica e’ sui provvedimenti per la crescita economica del Paese, non possiamo ignorare che la vulnerabilita’ diffusa del territorio ostacola fortemente anche lo sviluppo”. Lo afferna Massimo Gargano, presidente dell’ Anbi (Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni). ”Ancora una volta – prosegue Gargano – si sta intervenendo prontamente nell’emergenza ma, superatala, sara’ del tutto trascurato, se non addirittura ignorato, il fondamentale problema di mettere in sicurezza il territorio, riducendo il rischio idrogeologico attraverso un grande piano di interventi, come gia’ indicato anche dal Governatore della Banca d’Italia, Visco”. “Attualmente – osserva Gargano – la Legge di Stabilita’ 2012 non prevede alcuno stanziamento ulteriore per gli interventi di difesa del suolo, rispetto a quanto gia’ previsto nella Legge Finanziaria 2010. E’ invece indispensabile rilanciare gli Accordi di Programma Stato-Regioni per la realizzazione di un piano straordinario, volto a rimuovere le situazioni a piu’ elevato rischio idrogeologico; tali accordi, tutti sottoscritti, contemplano un finanziamento complessivo di 2.150 milioni di euro (1.200 milioni di euro risorse statali e 950 risorse regionali); ad oggi pero’ gli interventi sono bloccati per la mancanza delle fondamentali risorse statali”. “La realizzazione degli interventi previsti – conclude Gargano – contribuirebbe al rilancio dell’economia attraverso la realizzazione di opere pubbliche fondamentali per la tutela del nostro territorio: la proposta annualmente presentata dall’Anbi per la riduzione del rischio idrogeologico prevede, ad esempio, 2943 interventi per un investimento pari a 6.812 milioni di euro ed un incremento di 45.000 posti di lavoro”.
Dissesto idrogeologico, l’Anbi attacca il governo: “trascura la difesa del territorio”


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