“Sono molto gravi i danni causati dal caldo africano e dalla siccita’ nelle campagne; in molte zone d’Italia abbiamo chiesto che venga dichiarato lo stato di calamita’ naturale ed abbiamo sollecitato che vengano aperte urgentemente le dighe per garantire acqua sufficiente per le irrigazioni di soccorso“. Ad affermarlo e’ Confagricoltura che fa presente che per la carenza d’acqua ed il caldo record andranno persi un terzo dei raccolti di mais e la meta’ di quelli di bietole e soia. Confagricoltura evidenzia come “ci sono perdite significative di qualita’ e quantita’ per i foraggi, la frutta estiva, il pomodoro, l’uva con la vendemmia a rischio“. Secondo la confederazione “le conseguenze si fanno sentire non solo in pianura, ma anche ad alta quota, dove le scarse nevicate dello scorso inverno non hanno garantito quelle riserve di acqua di cui i pascoli necessitano” conclude.
Emergenza siccità, chiesto lo stato di calamità


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