Nimbus ha pubblicato oggi un interessantissimo articolo che vi invitiamo a leggere integralmente, sull’ondata di calore della scorsa settimana in Italia, che ha avuto picchi da record al centro/nord. Ne riproponiamo alcuni stralci:
La natura subtropicale della massa d’aria sopraggiunta si evince bene osservando le temperature registrate con i radiosondaggi dell’atmosfera eseguiti con regolarità presso alcuni aeroporti: alla superficie isobarica di 850 hPa, ovvero attorno a 1600 m di quota, si sono misurati 21.0 °C al di sopra di Milano-Linate (alle h 12 UTC del giorno 20) e 22.2 °C sopra Cuneo-Levaldigi (h 21 UTC del 21). Ancora più marcata l’avvezione calda al di là delle Alpi, con ben 24.4 °C sui cieli di Payerne, in Svizzera romanda (h 12 UTC del 19 agosto).
Più in quota, l’isoterma 0 °C in libera atmosfera è salita fino a dei massimi, fuori dal comune, di 4775 m su Milano (h 12 UTC del 19), 4841 m su Bologna – San Pietro Capofiume (h 00 UTC del 20), e perfino 5126 m su Ajaccio, in Corsica (qui già alle h 12 UTC del 17 agosto).
A bassa quota solo localmente si sono stabiliti dei nuovi primati termici assoluti, come i 38.2 °C del giorno 21 a Cameri (NO), massimo dall’inizio delle misure nel 1988 (fonte ARPA Piemonte), lasciando per lo più imbattuti i record dell’agosto 2003, quando la compressione favonica al Sud delle Alpi portò valori di 40 °C e oltre anche sulle pianure piemontesi, mentre in questa occasione una debole circolazione orientale nei bassi strati atmosferici ha impedito il ripetersi di tali valori.
Colpisce tuttavia il momento tardivo in cui una così vigorosa onda di calore si è sviluppata: si può infatti affermare che, soprattutto al Nord-Ovest, non vi siano riscontri in passato di temperature così elevate nel periodo successivo al Ferragosto.Tale situazione si inserisce pienamente nella recente tendenza ad avere stagioni estive sempre più calde e prolungate a causa del riscaldamento globale: nell’ultimo secolo a Torino-centro la temperatura massima ha superato la soglia dei 35 °C nella seconda metà del mese per la prima volta nel 1974 (35.8 °C il giorno 16), poi in maniera via via più incalzante nel 2001 (35.0 °C il 28), 2009 (35.8 °C il 20 e 21), 2011 (35.7 °C il 22) e 2012 (36.5 °C il 22), quest’ultimo valore più elevato dal 1753 per il periodo 16-31 agosto. I dati torinesi dei recenti picchi di calura, dal 2009 in poi, sono riferiti alla stazione ARPA Piemonte della Consolata, in condizioni di misura coerenti con quelle degli osservatori attivi in passato nei quartieri centrali della città.
Ma ancora più straordinarie sono le temperature misurate in varie località delle Alpi occidentali, dove talora sono stati battuti dei massimi assoluti. Sul versante italiano, ARPA Piemonte indica il raggiungimento di valori estremi in varie serie di misura (almeno ventennali) a quote attorno ai 2000-2500 m, con 20.5 °C al Rifugio Gastaldi (2659 m), 23.0 °C al Colle della Lombarda (2305 m) e 26.1 °C a Sestriere (2020 m). Inoltre, sul versante francese si sono stabiliti nuovi primati assoluti di 35.8 °C a Briançon (1310 m), 28.3 °C a Val d’Isère (1850 m) e 13.4 °C all’Aiguille du Midi (3845 m).


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