Milioni di sfollati, centinaia di migliaia di case senza elettricita’ e palazzi distrutti: il tifone Haikui si e’ abbattuto sulla Cina meridionale alle 3 del mattino ora locale, le 20 di martedi’ in Italia, ma al momento non si hanno notizie di vittime. Lo riferisce agichina24.it. A Shanghai le autorita’ hanno evacuato 374mila persone, mentre nella provincia dello Zhejiang, a sud della metropoli, militari e soccorsi hanno coordinato una vera e propria migrazione di massa, evacuando un milione e mezzo di persone. I venti di Haikui, il terzo tifone che colpisce la Cina in meno di una settimana, stanno spirando a una velocita’ massima di 137 chilometri orari. Nel pomeriggio il Centro Meteorologico Nazionale cinese ha degradato la classificazione della perturbazione al grado di “tempesta tropicale”, ma le autorita’ prevedono comunque che in certe zone le piogge raggiungeranno i 400 millimetri. Le compagnie aeree hanno completamente cancellato i voli dai due aeroporti di Shanghai e dalle citta’ di Hangzhou e Ningbo, paralizzate anche alcune linee ferroviarie, incluse l’alta velocita’ tra Shanghai e Hangzhou e l’avveniristico treno Mangleev che collega la metropoli all’aeroporto di Shanghai Pudong. Tutte le navi in transito al porto di Shanghai hanno ricevuto l’ordine di rimanere all’interno della baia. Bloccata ogni attivita’ nei cantieri e in numerose fabbriche. Si e’ lavorato come sempre, invece, alla Borsa di Shanghai, cuore finanziario della Cina, nonostante i massimi livelli di allarme previsti per le 11:30 del mattino, ora di massimo affollamento dei mercati. Il tifone Saola e il tifone Damrey, che nel fine settimana avevano colpito rispettivamente la provincia centrale dello Hubei e quella settentrionale del Liaoning, avevano provocato 23 vittime. Piu’ grave il bilancio a Pechino, dove le tempeste di fine luglio hanno ucciso 77 persone, suscitando vive proteste sulla rapidita’ dei soccorsi nella capitale cinese.


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