“E’ un gravissimo peccato incendiare boschi e pinete e distruggere la natura, che ingloba in se la scomunica, in alcuni casi, in quanto il piromane di professione o volontario oltre a commetere un atto criminale, si pone liberamente al di fuori di ogni legge naturale e divina che vuole la salvaduardia dell’uomo, del creato e della natura in generale”. Lo ha affermato il teologo morale padre Antonio Rungi, nel corso del novenario in preparazione alla festa di Sant’Antonio di Padova a Luzzano, in provincia di Benevento, in margine ai tantissimi incendi che hanno interessato l’Italia ed in particolare la Campania in questa estate bollente. “San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio di Padova -scrive il religioso-, essendo frati francescani, amanti della natura e del creato, ci insegnano a come amore e difendere la natura di fronte alle cattive intenzioni di chi in questa natura non ama viverci e la distrugge per odio o per vili interessi personali o corporativi”. ”Chi e’ piromane di professione o su mandato di altri non puo’ trovare gradimento davanti a Dio per il male che fa all’opera sua. Come credente -conclude padre Rungi- se lo e’ effettivamente deve sapere che e’ soggetto ad una condanna senza appello, se non si pente seriamente e ristabilisce l’equilibrio naturale, ma anche la giustizia sociale, pagando di persona ed estinguendo la colpa e le pene conseguenziali ad essa, che in casi gravi includono la scomunica ipso facto”.
Incendi, il teologo invoca scomuniche: “incendiare i boschi e distruggere la natura è un gravissimo peccato”


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