La prima burrasca autunnale irrompe sul mar Nero: inizia una nuova fase di maltempo fra l’est Europa e la Russia

Si nota l'intenso moto ondoso sul settore occidentale del mar Nero con mareggiate sulle coste settentrionali turche

La prima vera burrasca autunnale sta per sferzare il bacino occidentale del mar Nero, incluse le coste di Romania e Ucraina occidentale, che si affacciano su di esso. La distensione, in senso zonale, dell’alta pressione delle Azzorre, che ha allungato un proprio braccio verso il bacino centrale del mar Mediterraneo, ed il contemporaneo andamento ondulato del ramo principale della “Jet Stream” sull’Europa centro-settentrionale, hanno contributo a far affondare un ampia saccatura, colma di aria fresca di lontane origini sub-polari, verso il bacino del mar Nero e la Turchia. L’esteso asse di saccatura, ben collaudato in quota, sta favorendo lo scivolamento di masse d’aria più fresche che dall’area del Baltico, dopo aver attraversato la Polonia, la Bielorussia e l’est della Romania, si verseranno sull’Ucraina occidentale e sul mar Nero, tramite intensi venti dai quadranti nord-occidentali, che assumeranno carattere di burrasca (oltre forza 7 della scala Beaufort) sul settore occidentale di quest’ultimo. L’affondo dell’ampia ondulazione ciclonica, che dalla lontana penisola di Kola e dall’area nord-occidentale dell’Artico russo si allunga fino alla Turchia, attraversando l’intera Europa orientale, sta favorendo la formazione di una ciclogenesi secondaria nel sud-est dell’Ucraina, poco a nord della Crimea, strutturata nei medi e bassi strati, con un minimo barico al suolo pronto a scendere sotto la soglia dei 998 hpa. A tale circolazione depressionaria, in fase di isolamento, verrà associato un sistema frontale nei bassi strati, con un esteso fronte freddo che precede l’ingresso delle fresche e sostenute correnti nord-occidentali provenienti dal mar Baltico.

Lungo la linea di demarcazione fra le più fresche correnti settentrionali e l’aria più calda e umida preesistente. Sarà proprio tale discesa di aria più fredda ad alimentare ulteriormente l’area depressionaria che entro la mattinata di domani tenderà a spostarsi verso la Russia meridionale, determinando condizioni di tempo instabile fra il sud della Russia europea e il sud-est dell’Ucraina, dove si verificheranno delle piogge e dei rovesci che assumeranno carattere temporalesco durante il transito del fronte freddo. Intensi temporali si potranno sviluppare anche lungo le coste del mar d’Azov e lungo le coste russe e georgiane che si affacciano sul lato orientale del mar Nero. Qui i forti contrasti termici, fra l’aria più fresca che affluirà in quota sopra la più calda superficie marina, potranno generare dei sistemi temporaleschi piuttosto intensi, in grado di dare la stura a forti rovesci di pioggia o a veri e propri nubifragi, esaltati anche dall’aspra orografia di questi luoghi esposti ad un notevole “stau” (sbarramento orografico) durante l’arrivo degli umidi flussi dai quadranti occidentali o sud-occidentali. Ma l’elemento saliente di questa fase di maltempo che sta per interessare l’est europeo sono proprio i venti forti da NO che nelle prossime ore investiranno il settore occidentale del mar Nero, con autentiche burrasche che agiteranno questo bacino.

Mareggiata lungo la costa russa del mar Nero, nei pressi di Sochi

L’approfondimento, nei medi e bassi strati, della ciclogenesi nel sud-est dell’Ucraina, con un minimo barico al suolo pronto a scendere al di sotto dei 998 hpa, in concomitanza con un ulteriore estensione zonale dell’anticiclone oceanico fino alla Romania, Bulgaria e Turchia occidentale, con isobare sui 1020 hpa, determinerà un inasprimento del “gradiente barico orizzontale” tra Ucraina e mar Nero, con una conseguente intensificazione dei venti nei medi e bassi strati. L’avvicinamento delle isobare intensificherà sensibilmente la già sostenuta ventilazione nei bassi strati proveniente dall‘Ucraina, attivando intensi venti da NO che spireranno con forza sulla parte occidentale del mar Nero, tra la costa meridionale ucraina e quella settentrionale turca. Le burrasche causeranno anche un sensibile incremento del moto ondoso a largo, rendendo il mare da molto mosso ad agitato, fino a localmente molto agitato davanti le coste turche nord-occidentali, con onde alte anche più di 3 metri che renderanno molta difficoltosa la navigazione. Nelle prossime ore sono attese pure delle mareggiate sulle coste della Turchia settentrionale, specie nel tratto compreso fra Ercgli (Eraclea) e Capo Ince, l’estrema punta più settentrionale della Turchia, dove giungeranno ondate alte anche più di 3 metri che si romperanno sopra i bassi fondali sabbiosi. Le burrasche dovrebbero però rapidamente cessare entro la prima mattinata di domani allorquando il vortice depressionario appena formato si allontanerà in direzione della Russia europea meridionale, dispensando piogge e temporali che potranno risultare anche localmente intensi. Riguardo le temperature un po’ su tutto il comparto orientale europeo è atteso un lieve ma evidente calo per l’afflusso dei freschi venti dai quadranti settentrionali, lungo il margine occidentale della circolazione depressionaria.