Dopo aver attraversato per diversi giorni il settore meridionale del mar dei Caraibi, dove le temperature dell’acqua superavano pure i +29° +30°, la tempesta tropicale “Ernesto” è riuscita ad effettuare il “landfall” nella serata di ieri, attorno le 08:00 PM, nel tratto di costa a nord del Belize, vicino il confine con il Messico meridionale. Prima di toccare terra “Ernesto” si è ulteriormente intensificato raggiungendo lo status di uragano di 1^ categoria sulla Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che hanno oltrepassato i 120-130 km/h nell’area attorno al centro della profondissima circolazione depressionaria. In alcuni tratti si sono superati pure i 135 km/h. Purtroppo il “landfall” è avvenuto in una zona quasi disabitata dove esistono poche stazioni meteorologiche, molte di queste sono amatoriali.

Tra queste c’è la stazione automatica di Banco Chinchorro, un’isola poco a largo della costa messicana sud-orientale, che durante il passaggio di “Ernesto” ha riportato una pressione minima scesa fino a 979.4 hpa. Un’altra stazione meteorologica amatoriale, collocata all’interno del Costa Maya Sol Resort, ha segnato raffiche di vento fino a 78 km/h e una pressione di ben 988 hpa lungo il settore occidentale ad ovest dell’occhio di “Ernesto”. Solo queste due stazioni sono finite attorno l’occhio di “Ernesto”, le altre si sono mantenute ad una certa distanza per poter prelevare dati preziosi sulla tempesta. Ciò sta ad indicarci che poco prima del “landfall” la tempesta ha raggiunto lo status di uragano di 1^ categoria, prima di iniziare ad indebolirsi subito dopo aver effettuato il “landfall” sulla terra ferma.
Il radar del Belize mostra che ormai l’occhio di “Ernesto” è quasi sparito, mentre il sistema perturbato continua a rimanere piuttosto ben organizzato, anche per merito degli impulsi di aria calda e umida aspirata sul settore occidentale del mare Caraibico, molto caldo in questo periodo dell’anno, con valori che superano i +29° +30°.
Valori più che sufficienti per alimentare l’attività convettiva che nelle prossime ore si concentrerà soprattutto lungo la parte meridionale della penisola dello Yucatan, dove si formeranno dei “Cluster temporaleschi” molto intensi che potranno scaricare piogge molto abbondanti, in grado di causare estesi allagamenti.
Le ultime moviole satellitari mostrano che “Ernesto”, ormai ridotto in tempesta tropicale, continua il suo movimento verso ovest (260°) in direzione dell’entroterra messicano sud-orientale. Una parte della tempesta dovrebbe rifinire in mare, ma il suo potenziale di intensificazione verrà drasticamente ridotto data la notevole vicinanza dalla costa. Dopo aver attraversato la penisola dello Yucatan “Ernesto” finirà per un breve tratto sulla baia di Campeche dove potrebbe temporaneamente intensificarsi, divenendo una seria minaccia per gli stati del Messico meridionale che nei prossimi giorni saranno interessati da piogge molto pesanti che potranno causare allagamenti. Forti rovesci di pioggia e temporali colpiranno gli stati di Veracruz e del Tabasco che saranno interessati anche da una sostenuta ventilazione dai quadranti settentrionali o in genere da NE. Il “landfall” definitivo avverrà nel corso della giornata di domani nel tratto di costa poco a nord della città costiera di Coatzacoalcos come tempesta tropicale, con venti medi sostenuti che dovrebbero aggirarsi attorno i 90-100 km/h nell’area attorno al cuore della tempesta.
Venti piuttosto intensi, in genere dai quadranti settentrionali o dal quadrante nord-orientale, che investiranno le coste dello stato del Tabasco e Veracruz. Subito dopo il “landfall” “Ernesto” comincerà ad indebolirsi riducendosi progressivamente in una depressione tropicale che sarà in grado di apportare piogge molto intense tra gli stati meridionali messicani di Veracruz, Tabasco e Oaxaca. Procedendo verso l’interno la perturbazione tropicale andrà ad impattare sulle catene montuose interne dello stato di Oaxaca, dove l’effetto dello sbarramento orografico che blocca gli umidi venti orientali che si muovono lungo il bordo settentrionale della circolazione depressionaria potrebbe dare luogo a precipitazioni molto forti che potrebbero generare rapidi allagamenti e l’ingrossamento dei vari corsi d’acqua. I resti di “Ernesto” si dovrebbero dissipare non prima della giornata di venerdì sui monti nel nord dello stato di Oaxaca.
Sull’Atlantico orientale prosegue la corsa della “tropical wave” denominata “Invest 92L”
Nell’Atlantico orientale merita menzione una nuova “tropical wave”, proveniente dalle coste dell’Africa occidentale, denominata “Invest 92L”. La piccola perturbazione tropicale però appare piuttosto disorganizzata dalle moviole satellitari mentre nei bassi strati la curvatura ciclonica dei venti non è molto pronunciata per agevolare un rapido sviluppo del sistema in una depressione tropicale. L’attività convettiva interna a “Invest 92L” non è nemmeno poi cosi intensa, presentandosi solo a sprazzi. Inoltre la perturbazione tropicale, nata nel Sahel occidentale, durante il suo cammino lungo l’Atlantico tropicale verrà circondata, sia nel suo lato settentrionale che occidentale, da influssi di aria più secca che inibiranno notevolmente un suo eventuale approfondimento man mano che si sposterà su acque molto calde. In più, nelle prossime ore, questo piccolo sistema tropicale entrerà su un’area caratterizzata da moderato “Wind Shear” che certo non deporrà a favore di una sua intensificazione. I modelli matematici però continuano a rimanere molto incerti sul futuro di “Invest 92L”. Alcuni, come l’americano GFS, propongono un leggero sviluppo della “tropical wave” che entro la giornata di sabato potrebbe raggiungere le Piccole Antille, portando intensi rovesci di pioggia con venti sostenuti. Un’altra “tropical wave”, in fase di formazione fra il sud del Mali, la Guinea e il Senegal, dovrebbe prendere sviluppo nella notte fra giovedì e venerdì.


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