L’uragano Isaac sta sferzando la Louisiana: situazione critica in molte aree, le foto in diretta e le mappe

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    La situazione piu’ critica per l’uragano Isaac in queste ore e’ a Plaquemines Parish, contea a sudest di New Orleans, quasi completamente allagata. Le persone tratte in salvo dai soccorritori sono per ora almeno 23. L’occhio del ciclone – che fra poche ore arrivera’ su New Orleans – ha provocato la rottura degli argini in piu’ punti e – secondo le autorita’ municipali – i danni ammonterebbero gia’ a quelli provocati il 29 agosto del 2005 dal terribile uragano Katrina. Alla fine, dunque, potrebbero essere anche piu’ gravi. La situazione in alcune zone della contea e’ drammatica, con le persone costrette a rifugiarsi sui tetti delle case completamente invase dalle acque. Centinaia di soccorritori della Guardia Nazionale, della protezione civile e dell’esercito stanno confluendo nella zona.
    Oltre mezzo milione di persone senza luce in quattro stati a causa di Isaac e il 75% di New Orleans al buio. L’occhio dell’uragano non ha ancora raggiunto New Orleans: si trova ha 40 miglia, circa 60 chilometri dalla citta’, il che lascia intravedere la possibilita’ che le forti piogge continuino per l’intera giornata e anche in nottata. Proprio oggi New Orleans ricorda l’arrivo di Katrina, che l’aveva raggiunto il 29 agosto 2005.
    A New Orleans il clima è spettrale. Le strade sono deserte, sferzate da violente raffiche di vento e pioggia. Ma nonostante l’uragano si sia infine presentato piu’ potente di quanto previsto, le principali difese attorno alla citta’ hanno retto e in centro non sono stati registrati allagamenti significativi. Ben diversa la situazione nelle zone periferiche, dove le barriere in alcune aree sono state superate dalla piena e polizia, Guardia Nazionale e squadre di soccorso sono dovute intervenire sollecitate dalle chiamate di decine di persone nei guai.
    I centralini della protezione civile americana, della Nationa Guard e delle autorita’ cittadine della Louisiana e del Mississippi sono in queste ore presi d’assalto dalle telefonate di decine di persone che chiedono di essere salvate dalla furia dell’uragano Isaac. I soccorritori sono dovuti intervenire per salvare una intera famiglia che vive in una ‘houseboat’ sul Pearl River, a Pearlington in Mississippi, al confine con la Louisiana. A causa dell’innalzamento del livello delle acque l’abitazione si e’ completamente allagata e una coppia di giovani col loro figlioletto di sei mesi e il cane sono stati tratti in salvo appena in tempo. Si sta poi tentando di soccorrere un’altra famiglia che nei pressi di Plaquemines Parish, poco a sud di New Orleans, e’ rimasta intrappolata nell’attico della propria abitazione completamente allagata.
    Il sistema di argini di protezione di New Orleans sta funzionando come previsto ma l’allerta resta alta per le prossime 12-24 ore. Lo affermano gli addetti alla sicurezza delle infrastrutture della citta’. L’uragano Isaac rappresenta un test per il sistema di argini rafforzato con investimenti per 14 miliardi di dollari dopo Katrina. Gli esperti sono fiduciosi che tutto andra’ bene. Solo una pompa si e’ momentaneamente fermata ma gli addetti sono stati in grado di farla ripartire manualmente.
    L’uragano dovrebbe provocare danni tra i 500 milioni e 1,5 miliardi di dollari – considerando solo le perdite legate ai beni assicurati – sulla costa statunitense del Golfo del Messico. E’ la stima fatta dalla societa’ EQECAT specializzata in previsioni sui disastri. L’ammontare e’ modesto – spiegano gli esperti della societa’ – rispetto a quanto successe nel 2005 con Katrina, che provoco’ perdite di beni assicurati per 41,1 miliardi di dollari. Nel complesso Katrina fece oltre 80 miliardi di danni divenendo il disastro naturale piu’ grave della storia degli Stati UNiti in termini economici.
    Il presidente americano, Barack Obama, ”continua a ricevere aggiornamenti regolari sull’uragano Isaac. Avremo maggiori dettagli piu’ avanti nel corso della giornata. Al momento, il programma del presidente non e’ cambiato”. Lo afferma il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney.