Marte: le grandi prospettive del rover Curiosity

Credit: NASA/JPL-Caltech/ASU/UA

Secondo Gian Gabriele Ori, un geologo planetario e direttore della Scuola Internazionale di Scienze Planetarie (Irsps) dell’università di Pescara, il rover Curiosity sta preparando un futuro colmo di sorprese. ”Abbiamo davanti a noi un futuro di scoperte fantastiche”, ha detto il direttore. ”Aspettarci qualcosa di specifico è difficile, ma sapremo certamente molte cose nuove”, ha aggiunto. La motivazione di questa convinzione deriva dalle incredibili capacità tecniche e scientifiche del robot, unite alla scelta del luogo d’atterraggio, che faranno luce sulla geologia di Marte e chissà, identificheranno eventuali forme di vita aliene passate o presenti.  La comunità scientifica ha atteso tanto questi giorni, ed è in forte attesa per le vere attività esplorative che avverranno solo dopo aver messo a punto gli strumenti. ”Curiosity – ha proseguito Ori – è atterrato in un posto molto strano, all’interno di un cratere e ai piedi di un’enorme collina di rocce stratificate, il Monte Sharp, più alta del bordo del cratere”. La missione primaria del rover è esplorare i depositi alluvionali alla base del Monte Sharp, alto 5.500 metri, e risalirne una porzione per andare a leggere la lunga storia geologica scritta nei diversi strati di terreno: ”un fantastico archivio dati’‘, come lo ha definito Ori, depositati nel tempo dall’acqua presente nel passato sulla superficie del pianeta rosso. ”Curiosity avrà inoltre il compito di individuare l’eventuale presenza di materia organica”, ha proseguito l’esperto. ”Non ha gli strumenti per riconoscere la vita, ma potrà individuare forse possibili fossili di formazioni batteriche”. Il rover sarà in grado di lavorare giorno e notte, spostarsi facilmente e rapidamente sul terreno e utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, tra cui una sorta di microscopio, una fotocamera per riconoscere la composizione chimica delle rocce vaporizzate dal laser in dotazione e un difrattometro a raggi X che potrà per la prima volta dirci la composizione mineralogica delle rocce.