Le nubi nottilucenti sono come una lampadina geofisica che si accende ogni anno a primavera inoltrata, raggiungendo il picco massimo di visibilità per 5-10 giorni. Queste nubi dal classico colore blù elettrico sono “appese” sino a 85 chilometri sopra la superficie del nostro pianeta, nella Mesosfera, al confine con lo spazio. La loro origine è ancora per gran parte un mistero; varie teorie le associano con la polvere presente nello spazio, altri a scarichi dei razzi, altri ancora al riscaldamento globale e nel passato si è anche pensato alle polveri vulcaniche. E c’è chi è pronto a scommettere che sia una miscela di tutti questi fattori. Una cosa è certa: la loro presenza è correlata con i minimi solari, ossia il loro numero aumenta quando diminuiscono le macchie solari e viceversa. Si rendono visibili tra i 50° e i 70° di latitudine nord e sud, anche se la loro frequenza è molto più alta nei pressi della latitudine più elevata. Un banco di nubi nottilucenti dalla colorazione blu elettrico, sono state osservate sopra l’Islanda il 2 Agosto, producendo una visualizzazione vivida di onde luminose su Reykjavik: “Queste sono le più alte nubi nell’atmosfera terrestre, che si trovano ad altitudini di circa 76-85 chilometri“, dice il fotografo Iurie Belegurschi al sito spaceweather. Nuovi dati provenienti dalla sonda AIM della NASA, dimostrano che le nubi nottilucenti (NLC) sono seminate dalla polvere spaziale. I minuscoli cristalli di ghiaccio si propagano attraverso il corso superiore dell’atmosfera terrestre. Un nuovo video della NASA spiega la ricerca.
Nubi nottilucenti osservate sull’Islanda


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