Ricordate il nostro editoriale del 3 dicembre scorso, Lo scandalo dei radar meteo oscurati dalla protezione civile: così vogliono evitare catastrofi e alluvioni…? Bene, dopo 9 mesi e in vista di un altro autunno zeppo di fenomeni estremi, dopo il gran caldo di quest’estate, finalmente oggi la protezione civile ha ufficialmente pubblicato sul una pagina dedicata del suo sito ufficiale, le immagini del tanto agognato Meteo Radar Nazionale!
Ecco le “avvertenze” pubblicate dalla protezione civile:
I dati vengono pubblicati in tempo reale, dunque non sono ancora stati sottoposti a un processo di validazione. Le informazioni contenute nelle immagini hanno quindi solo carattere divulgativo. Non è possibile diffondere, pubblicare, commercializzare né utilizzare le immagini, anche in parte, se non concordato con il Dipartimento della Protezione Civile.
Le immagini visualizzate sono un prodotto di quanto acquisito ogni 15 minuti dai radar operativi e regolarmente funzionanti della Rete Radar Nazionale e si riferiscono al Vertical Maximum Intensity (VMI), che rappresenta il valore massimo di riflettività – o valore di ritorno – presente sulla verticale di ogni punto. L’orario indicato si riferisce al Tempo Coordinato Universale – UTC.
In caso di malfunzionamento di un radar il quadro riportato potrebbe risultare parziale. Inoltre, il segnale potrebbe incontrare ostacoli come colline o montagne che impediscono di raggiungere le idrometeore e quindi di stimare la presenza di eventuali perturbazioni.
Il VMI presentato è dunque, a titolo esemplificativo, un prodotto riferito al composito nazionale, dando evidenza del contributo di ciascuna amministrazione partecipante al fine di rendere pubblico in modo tangibile lo sforzo compiuto in questi ultimi anni da parte di tutti gli attori che concorrono alla realizzazione della Rete Radar Nazionale.
Con il pulsante centrale è possibile osservare l’animazione delle immagini acquisite nelle 24 ore. Con i due pulsanti laterali si può procedere avanti o indietro fotogramma per fotogramma.
Una descrizione del Radar, sempre dal sito della protezione civile:
Il progetto della rete radar su scala nazionale, sviluppato e gestito dal Dipartimento della protezione civile, ha l’obiettivo di garantire una migliore capacità di monitoraggio dei fenomeni atmosferici integrando tali informazioni sia con le osservazioni satellitari che forniscono dati relativi solo alla superficie dei corpi nuvolosi che con i sensori pluviometrici, che registrano dati di carattere puntuale, spesso poco rappresentativi di un intero bacino idrografico. La realizzazione di un sistema operativo di interconnessione e fusione di dati radar meteorologici in tempo reale implica la definizione di un processo di mosaicatura. L’esigenza di realizzare una rete di questo tipo nasce sia dalla necessità di un monitoraggio meteorologico a vasta scala sia dalla necessità di migliorare la qualità delle misure effettuate dal singolo radar. Infatti l’utilizzo di un solo radar comporta tuttavia una serie di problematiche che ne limitano l’efficacia. Tali problematiche sono in parte di natura tecnica ed in parte di natura geografica.
La rete in corso di completamento prevede, ventisei radar fissi e quattro mobili, complessivamente trenta radar meteorologici distribuiti sull’intero territorio nazionale. Attualmente la Rete Radar Nazionale si compone di ventiquattro radar operativi di cui dieci installati e gestiti direttamente dalle diverse Regioni, quattro di proprietà dell’Aeronautica Militare e due di ENAV, i rimanenti otto (sei Radar in Banda C e due Radar Mobili in Banda X) sono stati installati dal DPC e operativi ventiquattrore su ventiquattro per garantire una efficace attività di monitoraggio dei diversi fenomeni atmosferici sull’intero territorio nazionale.
L’architettura dell’intero sistema prevede che presso il Centro Funzionale Centrale siano raccolti i dati messi a disposizione da tutti gli Enti e Amministrazioni che concorrono alla rete radar nazionale. Sulla base dei contributi ricevuti, il suddetto centro genera diversi prodotti mosaicati atti a garantire la maggiore copertura possibile e li dissemina, ai fini di protezione civile, in tempo reale, verso i Centri Funzionali Decentrati (CFD) regionali ed Enti Istituzionali nazionali con una frequenza temporale di quindici min. tramite diverse piattaforme. Ogni CFD, in piena autonomia e sotto la propria responsabilità, definisce l’utilizzo operativo dei suddetti prodotti tramite eventuali procedure.
Che cos’è il radar
Il radar meteorologico è uno strumento di monitoraggio e sorveglianza, in grado di stimare la presenza di precipitazioni nell’atmosfera quasi in tempo reale. Consente quindi di seguire l’evoluzione dei fenomeni a brevissimo termine. Il termine radar è l’acronimo dell’inglese radio detection and ranging e significa rilevamento e determinazione della posizione (di un oggetto) tramite onde radio. Il radar nasce per scopi bellici e viene usato per la prima volta in campo meteorologico negli anni cinquanta. I radar usati oggi forniscono informazioni oltre che sull’intensità della perturbazione osservata, anche sulla natura della precipitazione (pioggia, neve, grandine, etc.) e sulla sua velocità di spostamento.
A che cosa serve. Il radar meteorologico è uno strumento usato per:
- monitorare in tempo reale i fenomeni di precipitazione, individuandone l’intensità e lo stato fisico (pioggia, neve, grandine), attraverso lo studio delle caratteristiche di polarizzazione;
- stimare la precipitazione su vaste aree geografiche, fornendo informazioni complementari rispetto a quelle derivanti dalla rete convenzionale di monitoraggio al suolo;
- stimare in tempo reale intensità e direzione media di spostamento di una perturbazione;
- seguire l’evolversi di una perturbazione;
- rendere più accurate le stime sulle precipitazioni, integrando i dati della rete radar con quelli del monitoraggio al suolo e con quelli delle osservazioni satellitari.
Come funziona
Un’onda elettromagnetica viene trasmessa nell’atmosfera da un trasmettitore. Se il segnale incontra un elemento viene riflesso in varie direzioni e ricevuto nuovamente dal radar. La velocità con cui viaggia l’onda è nota (300.000 km al secondo), per questo è possibile calcolare quanto dista l’elemento dal radar se si tiene conto del tempo di ritorno del segnale. Un radar meteorologico permette di rilevare, all’interno di una porzione di atmosfera, la presenza di idrometeore, cioè di gocce di pioggia.
Un radar meteorologico è quindi costituito da un trasmettitore di onde elettromagnetiche di potenza elevata, da un ricevitore, da un’antenna – che dà la direzione al segnale – e da un elaboratore.
L’analisi del segnale di ritorno, che si chiama riflettività, è elaborata nell’apparato ricevente del radar e permette di stimare l’intensità della precipitazione, mentre la direzione di puntamento dell’antenna e il tempo impiegato dal segnale nel percorso andata-ritorno consentono di localizzare le idrometeore in termini di direzione e distanza. Inoltre piccole variazioni nella frequenza dell’eco di ritorno permettono di stimare la direzione di spostamento dell’evento meteorologico.


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