
Come direttore dell’università del Nuovo Messico, Carl Agee riceve migliaia di chiamate e lettere di posta elettronica da persone che sostengono di aver trovato un meteorite. Purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta soltanto di rocce terrestri. Qualche giorno fa però, il direttore ha incontrato nell’istituto un brillante ragazzino di 13 anni che sosteneva di aver portato due Kg di roccia spaziale trovata in un luogo segreto di sua conoscenza, nei sobborghi di Albuquerque Rio Rancho. Accompagnato dalla madre, Jansen Lyons incontra lo scettico direttore che decide ugualmente di dare un’occhiata al materiale. Con stupore, le analisi hanno successivamente dimostrato che il ragazzo ha individuato una grande condrite ordinaria di classe L6, le cui stime dicono che è rimasta sulla superficie terrestre per ben 10.000 anni. “I meteoriti sono molto rari e di difficile individuazione, e generalmente sono situati in località ben note, dove sono presenti crateri da impatto o estesi campi, ma trovarne uno durante un’escursione con un metal detector autocostruito è francamente straordinario”, dice Agee. “Un giorno diventerà un grande scienziato”, continua affascinato il direttore. Come dargli torto.


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