Scatta l’allarme negli Stati Uniti per una possibile crisi alimentare come quella del 2008 con picchi di crescita dei prezzi del grano, soia e mais di circa il 6 per cento rispetto allo scorso anno. Le colture americane sono state colpite dalla peggiore siccità degli ultimi anni, tanto che nei giorni scorsi la Food and Agricolture Organization ha segnalato una forte crescita dei prezzi con possibili blocchi alle esportazioni dai Paesi fornitori, America in testa. L’indice prezzi alimentari della Fao ha registrato aumenti nell’ordine del sei per cento a livello globale, anche se non sono ancora stati raggiunti i picchi del 2008. L’indice Fao, considerato un punto di riferimento globale utilizzato per monitorare la volatilità del mercato, misura le variazioni mensili dei prezzi per un paniere di prodotti alimentari tra cui cereali, oli e grassi, carne, latticini e zucchero. La situazione che si sta creando in queste settimane, secondo il New York Times, somiglia molto a quanto già accaduto nel 2007/2008 quando la crisi petrolifera, l’uso sconsiderato di biocarburanti e il maltempo spinsero i prezzi in salita. Oggi invece, la causa dei continui aumenti sarebbe solo la grave siccità e la scarsità di adeguate piogge sugli Stati a vocazione agricola. L’aumento dei prezzi è anche servito a rilanciare sui media americani il dibattito sul ruolo degli speculatori nei mercati finanziari delle materie prime come grandi banche e investitori istituzionali, spesso accusati di gonfiare i prezzi a fini speculativi. Prezzi di prodotti alimentari più alti significano prezzi più alti d’importazione per i paesi più poveri, che non producono abbastanza cibo sul mercato interno; tutto aggravato dal dollaro forte che amplifica l’impatto della crisi
Siccità gravissima negli Usa: decollano i prezzi di grano e mais


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