
Siamo ormai nel momento clou della stagione dei tifoni sul Pacifico occidentale. Attualmente sono ben due i tifoni che iniziano a preoccupare i meteorologi asiatici. Il primo è stato battezzato “Tembin”, ha già raggiunto lo status di tifone di 2^ categoria, dopo aver toccato la 4^ categoria, con venti medi sostenuti che attorno l’occhio hanno raggiunto picchi di 217 km/h con raffiche oltre i 230 km/h. La tempesta si era originata la scorsa settimana sopra il caldo mar di Luzon, sopra acque superficiali che sfiorano la soglia dei +30°. Muovendosi verso nord “Tembin”, come buona parte dei cicloni tropicali che passano sopra questo tratto di mare molto caldo, si è rapidamente approfondito grazie all’ingente quantità di calore latente fornito dalla superficie marina. Inoltre la tempesta si è trovata di passaggio su un’area molto umida nei bassi strati caratterizzata da bassi valori di “Wind Shear” che hanno deposto a favore di un rapido scoppio dell’attività convettiva attorno la circolazione depressionaria.
Le masse d’aria calde e umide preesistenti sul mar di Luzon hanno fornito il carburante necessario per il notevole rafforzamento di “Tembin” che in pochissimi giorni, con il rinvigorimento dell’attività convettiva, è riuscito a divenire un super-tifone di 4^ categoria, con venti medi sostenuti fino a 217 km/h capaci di sollevare ondate di “mare vivo” alte fino a 9-10 metri attorno l’area perturbata, concentrata per fortuna in mare aperto, a nord-est di Luzon. I venti più violenti associati al super-tifone, ad oltre i 180-200 km/h, si sono mantenuti su un’area dal diametro di non più di 80 km, in pieno oceano. Successivamente, continuando a muoversi verso nord salendo di latitudine, il potente tifone ha cominciato ad indebolirsi venendo declassato allo status di tifone di 3^ categoria, con venti medi sostenuti sui 185 km/h e onde alte che hanno superato anche gli 8-9 metri attorno l’occhio, nella zona centrale del ciclone. Nella giornata di ieri “Tembin”, muovendosi verso nord, ha iniziato a virare più verso nord-ovest, mentre la sua pressione centrale, secondo i dati della JMA (Japan Meteorological Agency) si sarebbe attestata sui 960 hpa. Attualmente la tempesta, raggiungendo i 22° di latitudine nord, ha già iniziato a piegare più verso ovest-nord/ovest, rallentando notevolmente la sua velocità di propagazione, tanto da divenire semi-stazionario secondo le ultime rilevazioni.

Finendo su acque superficiali più fredde “Tembin” dovrebbe essere declassato a tifone di 2^ categoria sulla Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti sui 150-160 km/h estesi su un’area non più vasta di 70-80 km, mentre i venti di tempesta si risentiranno su una fascia di oltre 200 km. Nonostante l’indebolimento il tifone ora comincia a rappresentare una seria minaccia per l’isola-stato di Taiwan che rischia di finire nel suo mirino entro la serata di domani, in attesa di un probabile “landfall” lungo le coste sud-orientali. Visto le dimensioni, non particolarmente esagerate per un tifone del Pacifico occidentale, la perturbazione tropicale entro la giornata di domani potrebbe cominciare ad investire le coste orientali di Taiwan con il suo margine occidentale, portandovi forti piogge e venti di tempesta che nei tratti più esposti, specie tra Hualian e Taidong, potrebbero toccare punte di oltre i 120-140 km/h, determinando molti disagi e purtroppo anche danni.
Ma quello che più si dovrebbe temere da un tifone come “Tembin” sono appunto le forti mareggiate pronte a flagellare le coste orientali di Taiwan, con ondate alte più di 5-6 metri che andranno a rompersi con grande impeto sui litorali della grande isola asiatica. Difatti, prima di raggiungere le coste meridionali di Taiwan, le forti tempeste da NE e E-NE che spazzeranno il bordo settentrionale del tifone ingrosseranno per bene il tratto di oceano a sud di Okinawa propagando in direzione di quest’ultima delle grandi ondate che supereranno i 5-6 metri, con “Run Up” fino a più di 7 metri. A causa dei venti di tempesta, dapprima da N-NE, tendenti in seguito a ruotare più verso NE e E-NE, mentre sulla parte più meridionale ruoteranno più da NO, tutti i porti della costa orientale di Taiwan saranno costretti a sospendere tutte le attività.

Anche la capitale Taipei da domani pomeriggio sarà colpita da forti rovesci di pioggia e venti intensi da NE e E-NE che comunque non dovrebbero raggiungere velocità elevate, oltre lo status di tropical storm. Una volta aver toccato terra, a contatto con gli elevati rilievi della parte centrale dell’isola, il tifone “Tembin” tenderà ad indebolirsi sensibilmente, venendo declassato alla 1^ categoria, anche se non è escluso che le catene montuose di Taiwan interagendo sui cosiddetti “venti di sbarramento” del ciclone (sono le fortissime correnti che assumono un andamento circolare antiorario, orario nell’emisfero australe, attorno l’occhio centrale da sbarrare ogni ulteriore afflusso d’aria verso il centro del vortice) possono subire un certo attrito, tale da riuscire a rallentare la circolazione ciclonica nei bassi strati, indebolendola sensibilmente ad una tempesta tropicale carica di piogge e rovesci. In tal caso già da venerdì “Tembin” si allontanerà da Taiwan per attraversare l’omonimo Canale per raggiungere le coste della Cina orientale entro la giornata di sabato, effettuando il “landfall” definitivo nei pressi del distretto di Shantou, dove vi apporterà piogge molto intense e persistenti e venti piuttosto sostenuti che potranno creare delle mareggiate lungo le coste tra l’area di Xiamen e i distretti a nord di Hong Ko

Anche “Bolaven” rischia di trasformarsi in un super-tifone molto pericoloso per le isole Ryùkyù
Un altro tifone che preoccupa non poco i meteorologi asiatici si chiama “Bolaven”, esso si trova localizzato in pieno oceano, sul settore settentrionale del mar delle Filippine, sopra acque molto calde che rischiano di fornirgli una grande alimentazione per un rapido sviluppo. Attualmente “Bolaven”, passando sopra acque superficiali molto calde si è potuto rinforzare sensibilmente divenendo un tifone di 1^ categoria sulla Saffir-Simpson, con venti ad oltre i 130-140 km/h.

Fortunatamente, almeno per ora, non rappresenterà alcun pericolo per le terre emerse, trovandosi in mezzo al Pacifico occidentale. Quello che preoccupa è il tipo di traiettoria che il tifone intraprenderà nei prossimi giorni. Infatti, secondo i principali modelli, “Bolaven” nei prossimi giorni si muoverà verso nord-ovest, risalendo il mar delle Filippine, potenziandosi sensibilmente fino a divenire un insidioso tifone di 3^ categoria, con venti medi sostenuti ad oltre i 180 km/h.
Già a contatto con le calde acque del mar delle Filippine “Bolaven” ha raggiunto delle dimensioni molto considerevoli, specie lungo il margine meridionale da dove aspira correnti cariche di aria molto umida e calda provenienti dalle latitudini sub-equatoriali, in particolare dai mari poco a nord degli arcipelaghi indonesiani, che agevolano lo sviluppo di grosse bande nuvolose a spirale che si avvitano attorno la grande circolazione depressionaria. Inoltre il suo passaggio, dato il minimo barico centrale molto profondo, sarà in grado di intensificare temporaneamente la circolazione monsonica in tutto il sud-est asiatico. Il sistema tropicale quindi potrebbe costruirsi una base per un futuro sviluppo in super-tifone diretto verso l’arcipelago nipponico delle Ryùkyù entro il prossimo fine settimana. Per questo è importanti seguire i prossimi spostamenti per capire se questo nuovo tifone potrà rappresentare una seria minaccia per le isole Ryùkyù o per il Giappone meridionale.


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