Una nuova fase di super caldo sta attanagliando diverse aree del Medio Oriente, in particolare lo stato del Kuwait, dove il termometro è tornato nuovamente a varcare la soglia dei +50° all’ombra, con picchi estremi fino a +51° +52°. Si tratta di condizioni di caldo veramente estreme, opprimenti e insopportabili per un essere umano, anche se sono supportati da tassi di umidità relativa talmente bassi da scendere persino sotto la soglia del 6% 5%. Il limite assoluto sarebbe sotto il 3 %, la soglia strumentale. Ma quello che stupisce ancora di più della super ondata di calore che ha colpito il Kuwait sono i dati raggiunti da alcune località, come Sulaibya, veramente notevolissimi nonostante siamo nel cuore dell’estate boreale, il periodo più “rovente” dell’anno in tutta l’area del Medio Oriente, dove la colonnina di mercurio può anche varcare il fatidico muro dei +50°. Proprio nella giornata di ieri, martedì 31 Luglio 2012, il synops delle 12:00 indicava una temperatura di ben +53.2° nella stazione di Sulaibya. Un dato ancora più impressionante se si conta che ancora non era inclusa la temperatura massima giornaliera che ha raggiunto dei picchi a dir poco infernali.

La temperatura media diurna si è aggirata attorno agli incredibili +45°. In sostanza, i +53.2° all’ombra fatti registrati dalla stazione di Sulaibya, rappresentano niente meno che la terza temperatura massima più elevata mai registrata nell’intero continente asiatico, portandosi a solo un decimo dal record assoluto di caldo nazionale del Kuwait. A solo 7 decimi dallo storico record assoluto di caldo mondiale detenuto dalla “Death Valley”, la località più “bollente” della Terra, nel cuore dei deserti degli USA sud-occidentali. Ma non è finita qui. Sempre nella giornata di ieri, nell’isola di Failaka, che si trova localizzata poco a largo da Kuwait City, attorno le calde acque del golfo Persico, che in questo periodo misurano valori di oltre i +35° +36°, il synops della locale stazione meteorologica segnava una temperatura dell’aria di ben +51.7°, un dato impressionante per un’isola circondata dal mare. I +51.7° di Failaka stabiliscono il nuovo record mondiale di temperatura massima raggiunta dentro un’isola. Finora in nessuna isola del pianeta era stato sfondato il muro dei +51° all’ombra, neanche in quelle più vicine alla terra ferma. Tale valore cosi elevato è stato raggiunto grazie allo spirare, costante e sostenuto, dei “torridi” venti nord-occidentali che hanno spinto verso l’isola le “bollenti” masse d’aria preesistenti sopra l’entroterra desertico del Kuwait, ulteriormente surriscaldate nei bassi strati dall’intensa e continua insolazione diurna e dall’aria secchissima che trasforma i deserti del Medio Oriente in autentici forni a cielo aperto, dove diventa veramente difficile sopravvivere se non si è addestrati o abituati a simili condizioni climatiche cosi estreme.

Failaka con i suoi +51.7°, oltre a migliorare il suo personale record assoluto di caldo, riesce a stracciare il precedente record di caldo mondiale mai toccato in un’isola, detenuto dall’isola di Bubiyan che lo scorso 14 Luglio aveva sfondato i +50.7° grazie all’avvento dei “torridi” venti di terra dall’entroterra desertico del Kuwait. il gran caldo è stato accompagnato e anche incentivato dai torridi e “bollenti” venti da O-NO che hanno raccolto l’aria molto calda e secca preesistente sopra i deserti della Siria e dell’Iraq centrale. Di solito il muro dei +50° all’ombra in Iraq, come sul Kuwait e negli altri paesi che si affacciano sulle coste occidentali del golfo Persico, si abbatte proprio in questo periodo dell’anno, quando sopra le scottanti distese desertiche irachene e kuwaitiane prevale la calda ventilazione nord-occidentale, nota con il nome di “Shamal”, che spira in direzione del Kuwait e degli altri paesi del golfo Persico. Quando la calura soffocante raggiunte picchi cosi estremi è sempre accompagnata da tassi di umidità relativa molto bassi, che possono scendere anche al di sotto della soglia minima del 6 % 5 % nelle ore centrali del giorno. Il super caldo durerà anche nei prossimi giorni, data l’insistenza di una moderata ventilazione dai quadranti nord-occidentali, con la tipica componente da N-NO, che piloterà verso il Kuwait e le limitrofe aree costiere affacciate al settore nord del golfo Persico l’aria “bollente” accumulata sopra le vaste distese desertiche di Iraq e Kuwait. Con l’insistenza dei caldissimi venti di “Shamal” nuovi record di caldo assoluti potranno essere battuti con una certa facilità, specie lungo la costa kuwaitiana.



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