Ha popolato gli incubi di molti bambini e colpito l’immaginario di centinaia di persone, ma soprattutto e’ rimasto un enigma per la medicina: Joseph Merrick, meglio noto come Elephant Man, forse non sara’ piu’ un segreto per gli scienziati. Alcuni ricercatori inglesi estrarranno infatti il prossimo mese il dna dal suo scheletro, conservato presso il Royal Hospital di Londra, per decifrarlo e trovare l’alterazione genetica responsabile della sua malattia, come spiega il quotidiano inglese ‘The Independent’. A 122 anni dalla sua morte, nessun medico e’ stato infatti capace di spiegare in maniera definitiva la causa delle sue gravi deformita’. Inizialmente si penso’ che fosse stato colpito da elefantiasi, un’infezione parassitaria che ispessisce e allarga la pelle e i tessuti. Poi nel 2001 alcuni scienziati ipotizzarono che avesse sofferto di una malattia rara, la sindrome di Prometeo, che causa una crescita abnorme di pelle e ossa. Diagnosi pero’ contestata da altri specialisti, perche’ priva dei sintomi tipici della malattia. Ora forse arrivera’ la risposta, dopo la morte di Merrick, avvenuta all’eta’ di 27 anni nel 1890. Tuttavia il sequenziamento del genoma non sara’ facile, visto che lo scheletro non e’ stato ben conservato e per anni e’ stato sbiancato, cosa che ha degradato i resti. I ricercatori sperano, diagnosticando la malattia di ‘Elephant man’, di poter curare altri malati. Merrick nacque a Leicester nel 1862. A causa delle sue deformita’, il padre lo rifiuto’ e fu costretto a vivere per strada, indossando un cappello e un cappuccio per nascondere le proprie deformita’. Trovo’ lavoro come fenomeno da baraccone in uno spettacolo, finche’ il chirurgo Frederick Treves non lo prese sotto la sua protezione e lo porto’ al London Hospital, dove visse gli ultimi anni della sua vita, diventando una sorta di celebrita’.
Un’analisi del dna sullo scheletro di Joseph Merrick per risolvere l’enigma di “Elephant Man”


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