Secondo il presidente dell’Autorità di regolazione nucleare americana, la geologa Allison Macfarlane, appena insediata, il comparto nucleare americano sarebbe ancora troppo vulnerabile alle scosse di terremoto che potrebbero esserci nei prossimi anni. La nomina della Macfarlane arriva in un momento particolare per il dibattito energetico nel Paese e le sue parole certamente alimenteranno il dibattito sulla sicurezza delle centrali, oltre che sui depositi di scorie radioattive presenti nei vari Stati americani. Su quest’ultimo tema, secondo la neopresidente, intervistato dal New York Times, vi sono buone speranze di arrivare a una soluzione, con la creazione di un deposito nazionale di scorie, ben protetto, che risolva l’attuale frammentazione nei vari Stati. Macfarlane è il primo geologo a presiedere la commissione che regolamenta il funzionamento delle centrali elettriche nucleari e l’uso civile di materiali radioattivi. Sarà proprio la geologia la strada maestra, anche tenuto conto di quanto accaduto alle centrali giapponesi di Fukushima lo scorso anno, dove un terremoto ha provocato danni ingenti ad ambiente ed economia. Altro tema che sarà affrontato con molta delicatezza è quello delle scorie. Le norme in vigore prevedono, dopo una sentenza della giustizia americana, che le scorie debbano restare all’interno degli impianti fino all’individuazione del luogo dove far nascere il futuro deposito nazionale. Questa scelta ha colto impreparate le aziende che gestiscono gli impianti, nelle cui aree è quasi impossibile stoccare, seppur temporaneamente, i rifiuti. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha inoltre deciso di sospendere, nel 2010, la costruzione del deposito unico per lo stoccaggio dei rifiuti a Yucca Mountain, nel deserto del Nevada, contro la decisione del Congresso ma venendo incontro alla popolazione locale. La scelta di Obama ha provocato lo stop agli impianti che non fossero in grado di dimostrare di essere attrezzati anche per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti radioattivi. Negli Stati Uniti resta operativo solo un sito di stoccaggio vicino a Carlsbad, area deserta del New Mexico, attivo dal 1999, dove i rifiuti nucleari sono sepolti a circa 2.150 metri con uno spesso strato di sale a protezione. Dunque scelte importanti da cui dipendono anche orientamenti elettorali, oltre che la politica energetica degli Stati Uniti.
Usa, appello-shock delle autorità: “le nostre centrali nucleari non sono sicure”


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?