
Un iter ‘taglia-emissioni’ tracciato per i prossimi 40 anni, fino al 2050, e formulato per la prima volta su misura per l’Italia, che il Paese deve imboccare sin da ora come unica opportunità di crescita in chiave sostenibile, non solo perché lo vogliono gli ambientalisti, ma perché, come per la riduzione del debito pubblico, ‘ce lo chiede l’Europa’. A illustrare il proprio progetto di restyling dei mercati energetici italiani amico del clima è stato il Wwf Italia, che ha illustrato il progetto al ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. Perno del piano puntare sull’efficienza energetica diminuendo i consumi del 40% al 2050 rispetto al 2010, introducendo un obiettivo vincolante di riduzione in termini assoluti. Ancora, dirottare la domanda di energia, soprattutto del comparto industria e trasporti, dalle fonti primarie non rinnovabili sul settore elettrico, incrementando il contributo di quest’ultimo dall’attuale 20% al 43% nel 2050 (il 30% in più rispetto al 2010) e raggiungere il 100% di rinnovabili nel settore elettrico che, con una ‘iniezione’ di energia pulita di 8TWh in più ogni anno, ridurrà del 97% le proprie emissioni di CO2 rispetto al 1990. Questi i tre capisaldi del percorso ‘salva-clima’ che l’Italia dovrà intraprendere per attenersi alla tabella di marcia con cui l’Unione Europea mira a ridurre le proprie emissioni di gas serra dell’80-95% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990. Tra gli strumenti proposti dal Wwf una ‘fiscalità taglia-emissioni’ che regoli, per esempio, l’Imu sulla base della classe energetica della casa, il bollo dell’auto sulle emissioni inquinanti anzichè sui kW del veicolo e che sostituisca l’Iva sui prodotti con l’Imposta di Carbonio Emesso (Ice), ovvero la tassa sul loro contenuto di CO2 nelle varie fasi di processo. (Segue) Roma, 27 set. (TMNews) – Il nuovo dossier “Obiettivo 2050 – Per una roadmap energetica al 2050: rinnovabili, efficienza, decarbonizzazione” è stato consegnato oggi al ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, durante una conferenza stampa a Roma e verrà consegneto nei prossimi giorni al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, e al sottosegretario con delega all’Energia Claudio De Vincenti. “La Roadmap 2050 – spiega Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf Italia – è anche una risposta all’uscita dalla crisi: ‘stranamente’ nel dibattito in Italia non si dice mai che il solo settore fotovoltaico nel 2011 ha creato oltre 60mila posti di lavoro”. Lo scenario energetico indicato dal WWF Italia fino al 2050, agganciandosi all’obiettivo ’20-20-20′ del pacchetto clima ed energia dell’Unione Europea (che stabilisce per gli Stati dell’Eurozona il raggiungimento entro il 2020 del 20% di riduzione dei gas serra, risparmio energetico e rinnovabili), individua nel 2030 una tappa fondamentale, con target specifici, in grado di creare i presupposti per realizzare i risultati del 2050. Tra l’altro, c’è chi in Europa, come Germania e Regno Unito, ha già avviato un percorso di lungo termine in linea con la tabella di marcia dell’Unione Europea che mira all’80-95% in meno di emissioni inquinanti entro il 2050. E lo sta realizzando puntando in alcuni casi persino ad obiettivi più ambiziosi di quelli indicati nel dossier Wwf. Ad esempio, la roadmap 2050 della Germania prevede una riduzione dei consumi energetici del 50% entro il 2050 con l’obiettivo finale entro la stessa data di una riduzione complessiva dell’80-95% di emissioni di gas serra, come indicato dall’UE. Il Regno Unito invece già dal 2008 ha introdotto l’obiettivo (assente in Italia) di ridurre le proprie emissioni di gas serra di almeno l’80% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990 con un obiettivo intermedio di almeno il 34% nel 2020.


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