Caldo e siccità: cestini vuoti per i raccoglitori di tartufi

Cestini vuoti per i raccoglitori di prodotti tipicamente italiani, come i tartufi. Grande delusione quest’anno per decine di migliaia di professionisti impegnati, rileva Coldiretti, insieme all’amico piu’ fedele dell’uomo, a rifornire anche negozi e ristoranti con tartufi che alimentano un business comprensivo di indotto con un valore stimato in circa mezzo miliardo di euro per una specialita’ venduta fresca, conservata o trasformata. Tuttavia, l’estate pazza segnata dalla piu’ grave siccita’ da quasi dieci anni, che si conclude con ondate successive di maltempo, manda in tilt la produzione dei frutti dell’autunno e fa saltare tutte le previsioni per la raccolta di tartufi con le quotazioni che potrebbero oscillare tra i 2mila e i 4mila euro al chilo per le pezzature intorno ai 20 grammi del pregiato tartufo bianco. Molto dipendera’ dai prossimi giorni, ma l’arrivo della pioggia in un’estate con il 48% di precipitazioni in meno della media, che si classifica al secondo posto tra le piu’ calde di sempre, ha riacceso le speranze dei ricercatori che – sottolinea la Coldiretti – confidano nel clima umido e nelle piogge di settembre perche’ il ‘Tuber magnatum Pico’ si sviluppa in terreni che devono restare freschi e umidi sia nelle fasi di germinazione che in quella di maturazione. Ma a fare ‘la danza della pioggia’ sono anche i tanti buongustai che devono affrontare gia’ la maggiore spesa provocata dal passaggio lo scorso anno dell’Iva dal 20 al 21%.  Dal Piemonte alle Marche, dalla Toscana all’Umbria, dall’Abruzzo al Molise, ma anche nel Lazio e in Calabria, sono numerosi i territori battuti dai ricercatori. La ricerca dei tartufi, praticata gia’ dai Sumeri, svolge una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per le comunita’ locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici come dimostrano le numerose occasioni di festeggiamento organizzate in suo onore. “Quest’anno – dice a Labitalia Stefano Masini, responsabile Ambiente e Territorio Coldiretti – la preziosa raccolta dei funghi e’ ritardata a causa della siccita’ che ha colpito il Paese. Il rischio poi e’ che, nonostante l’arrivo delle piogge, si assista aduna stagione breve di raccolta, a causa della diminuzione repetina della temperatura che influisce sulla crescita e, quindi, sulla permanenza nel terreno”. “Un altro problema – aggiunge – e’ della mancanza di questi prodotti anche nei ristoranti, anche perche’ la siccita’ avendo colpito anche altre zone europee, ne ha di fatto impedito l’importazione”.