Ogni primo di ottobre, da tre anni a questa parte, il pensiero e’ rivolto alle trentasette vittime e a un dolore indelebile. Detto questo, siccome la vita va avanti, la nostra intenzione e’ dedicata alla ricostruzione, alla messa in sicurezza, ai lavori che si stanno facendo affinche’ il villaggio e la zona in questione possa ritornare a vivere come era prima. A distanza di tre anni, Giampilieri sta iniziando a rialzare la testa, e siamo determinati affinche’ si ritorni come e meglio di prima reagendo veramente a questa immane disgrazia”. Queste le parole di Corrado Manganaro, Presidente del comitato dei cittadini di Giampilieri, in provincia di Messina, uno dei centri piu’ colpiti dall’alluvione del primo ottobre del 2009 che provoco’ trentasette vittime. Manganaro sottolinea l’importanza di due aspetti: “da una parte la mestizia, la tristezza per tante persone morte, diciannove delle quali proprio a Giampilieri. Dall’altra parte, allo stesso tempo, c’e’ la speranza -ribadisce- per una completa rinascita“.
”Ci sono ancora tante persone che non abitano a Giampilieri– conferma Manganaro– ma nei paesi vicini assistiti ancora dalla struttura commissariale”. Entrando nello specifico su quanto e’ stato fatto e su quanto dovra’ ancora essere completato, il Presidente del Comitato dei cittadini di Giampilieri ammette subito che “i lavori sono stati fatti, anche se manca quello piu’ importante: il canale ‘fugatore’. Siamo comunque estremamente contenti e devo dire che all’indomani della tragedia, nessuno credeva che tali lavori venissero effettuati. C’era un forte scoramento nella cittadinanza – dice Manganaro– perche’ in passato la pubblica amministrazione non si comporto’ bene nello svolgimento del suo ruolo. Va detto altresi’ che con il passare del tempo dobbiamo dare atto alla Regione siciliana in primis di aver fatto tanto, e concretamente, per il nostro territorio“. Per Manganaro “l’ente in questione ha stanziato tanti soldi e la struttura commissariale si e’ mossa molto bene. Da questo punto di vista siamo veramente felici ed orgogliosi. Dico sempre che quando finiranno i lavori, la Regione siciliana dovrebbe fare un po’ di ‘propaganda’ per quello che e’ stato realizzato. Una volta tanto, insomma, l’Isola, potrebbe davvero essere portata come esempio positivo per quanto fatto“. Per la messa in sicurezza e la riqualificazione delle zone del messinese duramente colpite nell’ottobre di tre anni fa, Manganaro ricorda che “il Genio Civile ha aperto ben 22 cantieri in tutta la zona alluvionata e due sono le parole chiave: rafforzamento corticale della montagna e reggimentazione delle acque. Da questo punto di vista – precisa- il risultato e’ stato meraviglioso, eccezionale ed altamente qualitativo per la soddisfazione della popolazione. Se si guardano queste operazioni ci si rende conto che Giampilieri e le zone limitrofe saranno presto i centri collinari piu’ sicuri dell’intera Sicilia“. In sostanza, facendo i debiti ‘scongiuri’, semmai dovesse ripetersi in futuro un evento di tale portata, Manganaro conferma che: “non succederebbe nulla di grave.
La ‘sistemazione’ delle colline e le opere idrauliche che sono state portate a termine sono in grado di ‘sopportare’ quella tipologia di ‘maltempo’. Dico di piu‘- prosegue- il lavoro svolto e’ stato perimetrato ad un evento piu’ ‘potente’ di quello del primo ottobre del 2009“. ”Tanto, dunque, e’ stato fatto ma come anticipato manca purtroppo il lavoro piu’ importante che non sta andando avanti. Quell’alluvione -dice ancora Manganaro–travolse un certo numero di case ma adesso l’uomo dovrebbe abbatterne altre venticinque per fare posto al canale ‘fugatore’ largo nove metri e profondo due metri e mezzo nella zona in cui persero la vita molte persone”. ”Questo lavoro, inoltre, e’ quello definitivo per la sistemazione idraulica i Giampilieri. Qui purtroppo -incalza infine- ci si e’ arenati. Il lavoro e’ appaltato, i finanziamenti ci sono, ma la ditta non prosegue e da tre settimane non si lavora ed il cantiere e’ fermo. Noi, da par nostro, porteremo avanti importanti iniziative e ci faremo sentire. La struttura commissariale, tra l’altro, ha gia’ da tempo raggiunto un accordo ‘bonario’ per l’indennizzo alle persone che abitano queste case da abbattere...”.


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