
Pochi fenomeni naturali hanno effetti distruttivi come i cicloni tropicali. Si tratta di potenti sistemi perturbati che possono produrre venti impetuosi con raffiche superiori ai 300 Km/h, accompagnati da intense precipitazioni e onde di marea, ma anche da tornado. Per essere classificato tale, i venti nel suo interno devono soffiare ad oltre 120 Km/h, limite sotto il quale il sistema prende il nome di tempesta tropicale. Cicloni tropicali, uragani, tifoni, sono tutti sinonimi a seconda della località in cui si verificano, ma sempre in presenza di mari caldi, dove la temperatura è di almeno 27°C. Ma dove colpiscono gli uragani? Per scoprirlo, è necessario osservare una mappa dei fenomeni trascorsi che hanno segnato a più riprese la storia delle località colpite, spazzando intere città, flotte e annientando tutto ciò che gli si presentava sul suo cammino. La mappa della Terra di cui sopra mostra il cammino di ogni uragano segnalato dal 1851. Naturalmente, visto l’enorme archivio richiesto, esiste un’incertezza crescente man mano che ci si allontana dai giorni attuali. Come accennato in precedenza, la loro traiettoria si verifica sostanzialmente in acque calde, dove traggono energia grazie all’evaporazione. La mappa mostra inoltre che il fenomeno si verifica a non meno di 5° dall’equatore terrestre, limite oltre il quale inizia ad agire la forza di Coriolis. Il fenomeno, soprattutto in relazione al numero e alla potenza rispetto al passato, resta un argomento di ricerca.



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