Oltre 17.000 bambini e adolescenti torneranno a scuola in quasi 1.530 strutture e moduli provvisori a causa di 165 edifici scolastici inagibili. E 900 minori vivono ancora nelle tendopoli a quasi 4 mesi dal terremoto. E’ quanto emerge da un rapporto di Save The Children, che è intervenuta nelle tendopoli all’indomani della prima scossa e che ha seguito stabilmente più di 400 minori. Dei quasi 900 minori che vivono in 22 campi di accoglienza su un totale di 3.471 persone accolte la fascia d’età più numerosa è quella 7-13 anni (37%) a cui segue quella degli adolescenti (14-18). La provincia di Modena registra il più elevato numero di minori (767) nei campi. Per quanto riguarda le nazionalità, il 36% dei minori è italiano, il 64% di altra nazionalità con una presenza maggioritaria di bambini con genitori provenienti da Marocco, Tunisia ed Egitto e, in misura minore, dal Sud Est Asiatico (India, Pakistan e Sri Lanka). Sono 165 gli edifici scolastici inagibili, per un totale di oltre 17.000 studenti di tutti gli ordini e i gradi scolastici che non torneranno nella propria scuola, ma troveranno posto in 28 edifici scolastici provvisori e in 1.500 prefabbricati modulari scolastici. I primi saranno utilizzati in sostituzione di quegli edifici scolastici la cui ricostruzione richiederà fino a quattro, cinque anni. I secondi saranno presi in affitto e verranno impiegati per quelle scuole che si prevede torneranno agibili nel giro di 18-20 mesi. A partire dal 17 settembre, data ufficiale di riavvio dell’anno scolastico nelle zone colpite dal terremoto, lo staff di Save the Children svolgerà laboratori creativi ed educativi in alcune scuole elementari, a supporto degli insegnanti mentre le aree a misura di bambino resteranno aperte e operative fino alla chiusura delle tendopoli.
Emilia Romagna: scuola in strutture provvisorie per 1530 bambini e adolescenti


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