Forti temporali e ‘clusters’ stanno colpendo Mauritania e Sahara occidentale in pieno deserto: colpa della tempesta tropicale ‘Nadine’ a largo delle Canarie?

Piogge e temporali nella serata di ieri si sono abbattuti in diverse aree desertiche dell’Africa nord-occidentale, con fenomeni localmente intensi, accompagnati pure da una attività elettrica molto forte. Nel corso della serata, infatti, una serie di “Cluster temporaleschi” abbastanza attivi, si sono sviluppati tra l’entroterra desertico della Mauritania e il settore più meridionale della regione separatista del Sahara occidentale. Questi sistemi convettivi, gonfiandosi (“Updrafts” molto forti) hanno dato luogo a piogge e forti rovesci di pioggia distribuiti in modo irregolare su questi territori. I “Cluster” più forti si sono formati sull’est della Mauritania, dove si è creato un esteso sistema “Multicellulare” che ha scaricato piogge e forti rovesci di pioggia in pieno deserto, nella regione del Majabat El Kubra. Lo scoppio di questa attività convettiva cosi intensa è da attribuire al richiamo di umide e calde correnti dai quadranti meridionali, nella media e bassa troposfera (850 hpa e 500 hpa), pilotate da una modesta area di bassa pressione tropicale (strutturata nei bassi strati), con minimo al suolo di appena 1011 hpa, che si è posizionata a ridosso delle coste della Mauritania, in prossimità della baia di Nouadhibou.

Le correnti di aria calda e umida, da Sud e S-SE, che scorrono lungo il margine orientale di questa modesta circolazione depressionaria tropicale e sul bordo più occidentale del robusto anticiclone dinamico sub-tropicale (area di forti “Subsidenze”) centrato con i propri massimi sul Sahara algerino, dal Senegal si sono estese al settore occidentale della Mauritania, raggiungendo il sud del Sahara occidentale, dove la ventilazione ha cominciato a piegare più verso SE ed Est, in direzione dell’oceano Atlantico, seguendo una rotazione antioraria attorno l’area di bassa pressione. Una parte di questo flusso caldo e umido, nei medi e bassi strati, è riuscito a penetrare nel cuore dell’entroterra desertico della Mauritania occidentale, contrastando direttamente con l’aria piuttosto calda e molto secca preesistente in loco.

L’instabilità, che ha prodotto i forti temporali, è da attribuire alla formazione di una locale linea di convergenza venti nei bassi strati, nella regione del Majabat El Kubra, fra le umide correnti dai quadranti meridionali e la più secca e calda ventilazione da NE e E-NE, che dal sud del deserto algerino e dal nord del Mali spirava verso i confini con la Mauritania nord-orientale. Lo scontro fra le differenti masse d’aria, soprattutto sotto l’aspetto igrometrico (notevoli i contrasti di umidità relativa), ha innescato intensi moti ascensionali (attività convettiva intensa) che hanno costruito grossi Cumulonembi, alti più di 10-12 km, che hanno dato l’origine ai forti temporali. Purtroppo la Mauritania è un paese molto vasto, ma con una scarsa copertura di stazioni meteorologiche attive 24 ore su 24. Molte di queste, infatti, forniscono i dati a singhiozzo, con evidenti buchi nell’arco della giornata. Dai synops diffusi dal servizio meteorologico del paese africano emerge, su tutti, il dato della città di  Bir Moghrein, nel nord-ovest della Mauritania (poco distante dal confine con la regione separatista del Sahara occidentale), che in nottata (dalla mezzanotte odierna) avrebbe registrato un accumulo di ben 26 mm, durante i rovesci temporaleschi prodotti dai “Cluster”. Un dato certamente degno di nota per un’area desertica.

Appena 1 mm sarebbe caduto, invece, nella cittadina di Akjoujt, sempre nel nord del paese, nella regione di Akchar, interessata solo di striscio dal passaggio dei “Cluster temporaleschi”. Ma in molte aree della Mauritania orientale e meridionale gli accumuli sono risultati molto più abbondanti, con picchi fino a 40-50 mm (forse anche più) li dove si sono localizzati i fenomeni temporaleschi più forti, specie nella regione meridionale di Hodh e in quella desertica più orientale di Majabat El Kubra, proprio dove si è originata la convergenza fra l’umida ventilazione meridionale (venti da Sud e S-SE) e le più secche correnti orientali (venti da E-NE e NE) provenienti dai polverosi deserti malitiani e dell’Algeria meridionale (Erg Chech ed Erg Iguidi). Lo sviluppo di questa debole area di bassa pressione tropicale (nei bassi strati), a ridosso delle coste settentrionali della Mauritania, non sarebbe legata, almeno direttamente, all’insistenza della tempesta tropicale “Nadine”, nel tratto di oceano a sud dell’arcipelago delle Azzorre. Ma un legame, di tipo indiretto, ci sarebbe. Infatti, la tempesta tropicale, che agisce ormai nel tratto di oceano Atlantico ad ovest dell’arcipelago di Madeira e delle isole Canarie, ha praticamente “annullato” il flusso del secco Aliseo di NE che domina l’area (venti molto secchi da NE che escono dai deserti della Mauritania e del Marocco con il loro carico di polvere), richiamando al suo posto una intensa e più umida ritornante dai quadranti meridionali, con sostenuti, a tratti forti, venti da S-SO e da Sud, che soffiano a largo delle coste del Sahara occidentale e delle isole Canarie.

La cessazione del flusso caldo e secco dell’Aliseo di NE ha dato maggior spazio alle umide correnti dai quadranti meridionali che hanno raggiunto, senza grossa difficoltà, le coste della Mauritania e del Sahara occidentale, agevolando la formazione di questa piccola bassa pressione tropicale davanti la Mauritania e attivando una profonda attività convettiva in zone dal clima arido e semi-desertico. L’area di bassa pressione tropicale dovrebbe continuare a sostare nella medesima area, almeno fino alla giornata di martedì, spingendo verso la Mauritania e il Sahara occidentale umidi venti dai quadranti meridionali che si scontreranno con le masse d’aria più calde e molto secche provenienti dalle aree desertiche del Marocco meridionale, del sud dell’Algeria e del Mali. Tra la serata e la giornata di domani, con la risalita verso nord delle umide correnti meridionali, forti temporali dovrebbero colpire il nord della Mauritania e il Sahara occidentale, fino al confine meridionale col Marocco, dove localmente si potrebbero abbattere delle precipitazioni piuttosto abbondanti per l’arida regione a sud del Marocco. Nell’area, visto i notevolissimi contrasti termici e igrometrici, si potranno formare dei “Cluster temporaleschi” molto intensi, in grado di apportare forti rovesci di pioggia. Solo da mercoledì l’attività convettiva dovrebbe attenuarsi sensibilmente con il graduale ripristino dei secchi e caldi venti orientali sulle coste del Sahara occidentale, mentre la tempesta tropicale “Nadine” dovrebbe cominciare a dissiparsi nel tratto di oceano ad est delle Canarie.