Frana Cinque Terre, i geologi: “territorio ad alto rischio, serve più prevenzione altrimenti sarà un disastro”

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Il direttore del Parco delle Cinqueterre, Patrizio Scarpellini, e’ ”scioccato” per la frana caduta sulla Via dell’Amore tra Manarola e Riomaggiore. ”Siamo tutti sotto choc – ha dichiarato -. Mi chiedo quali conseguenze avrebbero potuto esserci se la frana fosse caduta ieri a mezzogiorno, quando il sentiero era affollato”. Scarpellini ha riferito che e’ in corso un sopralluogo tecnico sul luogo dell’incidente, per accertarne l’esatta dinamica. Ma i geologi non sono sorpresi. L’80% del territorio tra Riomaggiore e Manarola, dove 5 turisti sono rimasti feriti dalla caduta di un costone di roccia, e’ a rischio frane. Lo ricorda Carlo Malgarotto, dell’Ordine dei geologi della Liguria. Nelle altre zone delle Cinque Terre il rischio riguarda tra il 70 e l’80% del territorio. ”’La frana – spiega – e’ legata a una manutenzione insufficiente, anche se nella media nazionale. Puo’ aver influito anche il cambio di stagione, con la variazione di temperatura, che indebolisce la ‘tenuta’ dei massi”.
In Liguria, aggiunge Malgarotto, “l’80% dei comuni ha il proprio territorio con zone a rischio frane e alluvioni. Nel caso specifico delle Cinqueterre, a incidere nel verificarsi delle frane e’ anche la struttura geologica ‘piega a ginocchio’ tipica dell’area“. Ma possono provocarle anche i cambiamenti repentini di stagione: “proprio per prevenirne gli effetti, nelle cave di Carrara sono previste, ad ogni cambio di stagione, le attivita’ di ‘disgaggio’, cioe’ vengono tolti tutti i sassi in condizioni di instabilita‘”. Il problema delle frane, in realta’, sarebbe evitabile, secondo il geologo, con un’adeguata manutenzione del territorio: “ma sistemare tutto non e’ cosi’ semplice, ed e’ impensabile mettere tutto in sicurezza, avrebbe costi folli. Nelle zone piu’ a rischio servirebbero pero’ maggiori interventi“.
Quello che occorre, secondo Giuliano Antonielli, ex presidente dell’Ordine dei geologi della Liguria, “e’ un cambiamento di mentalita’. Bisogna smettere di pensare che la gestione corretta del territorio sia un costo. A parte la perdita di vite umane, che non ha prezzo – osserva – investire nella manutenzione per l’Italia non solo e’ un risparmio, ma e’ un volano per l’economia“.

Finche’ il Governo non si decidera’ a chiamare a raccolta geologi, ingegneri e tutte le professioni che possono dare una mano, continueremo solo a parlare e a contare i danni“. Lo dichiara all’Adnkronos il presidente dei geologi Gianvito Graziano, in merito alla frana che stamattina ha interessato la Via dell’Amore in Liguria. Su quello che e’ successo stamattina “potremmo prendere una qualsiasi delle frasi dette negli anni passati e riportarla tale e quale, perche’ continua a mancare un interlocutore che sia rappresentativo della politica della consapevolezza e del fare – aggiunge GrazianoLe professionalita’ e le competenze ci sono, quello che manca invece e’ un cabina di regia, qualcuno che ci chiami e ci dica cosa dobbiamo fare. Qualcuno – sottolinea – che voglia lasciare un Paese in condizioni migliori“.