Se e’ difficile rinunciare, con le prime piogge, alla prelibatezza dei funghi appena colti e cucinati, e’ altrettanto importante essere sicuri della loro commestibilita’. Perche’ se alcune specie come il porcino sono senza dubbio conosciute e buone, altre come la velenosissima amanita sono facilmente scambiate con altri tipo di funghi non pericolosi. Per questo, raccomandano gli esperti, e’ necessario che la loro raccolta nei boschi o anche l’acquisto fuori dai normali canali commerciali avvenga con le dovute garanzie. “Questo puo’ farlo solo un micologo professionista – spiega all’Adnkronos Salute Alessandro Barelli, direttore centro anti veleni del Policlinico Gemelli di Roma – perche’ e’ davvero facile anche per un occhio esperto, scambiare il fungo tossico piu’ comune, l’Amanita falloide che fiorisce proprio ora”, con un commestibile e assai diffuso prataiolo o con un ovulo. “E il rischio con l’amanita e’ quello di seri danni al fegato – prosegue – perche’ contiene una sostanza altamente tossica che uccide le cellule dell’organo epatico”. Bastano infatti pochi grammi, anche solo l’assaggio di un cucchiaio di risotto incautamente preparato con questa specie velenosa, per fare danni. I sintomi di un’intossicazione da fungo velenoso sono: forti dolori addominali, vomito e diarrea, che possono manifestarsi anche 12 ore dopo i pasti. “Non devono essere confusi per un banale mal di pancia – sottolinea lo specialista – o un virus gastrointestinale. Se si intuisce che l’alimento era presente nel piatto consumato, e’ necessario avvertire subito il centro anti-veleni piu’ vicino o recarsi al pronto soccorso”. Uno dei problemi che si ripetono ad ogni autunno e’ proprio quello delle intossicazioni da funghi. Secondo l’esperto “paradossalmente le persone che si avventurano per la prima volta nella raccolta tendono ad essere piu’ attente e valutano meglio cio’ che credono di essere buono e – aggiunge – se hanno dei dubbi sul riconoscimento si recano dal micologo della Asl, l’unico che ha la competenza e i titoli per garantire la sicurezza del fungo. Mentre il pericolo maggiore lo corrono gli esperti troppi sicuri, che fidandosi dell’istinto non si accertano mai della commestibilita'”. Altro caso di facile scambio tra specie commestibile e velenosa e’ quello tra il cortinario orellano e l’armillaria mellea, i cosiddetti chiodini. “Il primo – precisa Barelli – e’ un fungo molto pericoloso per il rene. L’intossicazione ha una lunga incubazione, che si manifesta anche dopo molti giorni dall’ingestione e puo’ essere scambiato, se la persona e’ poco attenta, proprio con il comunissimo chiodino”. “Nessun farmaco contro il mal di pancia che di solito si puo’ avere a casa – precisa Barelli – puo’ essere d’aiuto se si e’ stai colpiti da un’intossicazione da funghi. E’ invece fondamentale affidarsi a personale medico che avviera’ tutte le procedure necessarie. Ad esempio – conclude – una fleboclisi”.
Funghi, l’appello dell’esperto: “è facile confondere quelli buoni con quelli velenosi, non seguite l’istinto”


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