Il governo approva il decreto anti-cementificazione per la difesa del suolo. Monti: “è un’altra misura Salva-Italia”. Tutti i dettagli

Garantire l’equilibrio tra i terreni agricoli e le zone edificate o edificabili (ponendo un limite massimo al consumo di suolo e stimolando il riutilizzo delle zone gia’ urbanizzate) e promuovere l’attivita’ agricola che si svolge, o si potrebbe svolgere su di essi, contribuendo alla salvaguardia del territorio dal momento che mantenere l’attivita’ agricola consente di poter gestire il territorio e contribuisce a diminuire il rischio di dissesti idrogeologici. E’ quanto prevede il disegno di legge in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri, su proposta dei ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, per i beni culturali, Lorenzo Ornaghi, e dello sviluppo economico, Corrado Passera, di concerto con i ministri competenti. Sul disegno di legge sara’ acquisito il parere della Conferenza Unificata. Ecco i punti principali del provvedimento, riassunti nel comunicato finale di Palazzo Chigi:

  • TERRENI AGRICOLI. Vengono identificati come ”terreni agricoli” tutti quelli che, sulla base degli strumenti urbanistici in vigore, hanno destinazione agricola.
  • ESTENSIONE MASSIMA TERRENI EDIFICABILI. Si introduce un meccanismo di identificazione, a livello nazionale, dell’estensione massima di terreni agricoli edificabili (ossia di quei terreni la cui destinazione d’uso puo’ essere modificata dagli strumenti urbanistici). Lo scopo e’ quello di garantire uno sviluppo equilibrato dell’assetto territoriale e una ripartizione calibrata tra zone suscettibili di utilizzazione agricola e zone edificate.
  • DIVIETO DESTINAZIONE USO TERRENI AGRICOLI. Si prevede il divieto di cambiare la destinazione d’uso dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuto di Stato o di aiuti comunitari. Nell’ottica di disincentivare il dissennato consumo di suolo, l’intervento mira a evitare che i terreni che hanno usufruito di misure a sostegno dell’attivita’ agricola subiscano un mutamento di destinazione e siano investiti dal processo di urbanizzazione.
  • RECUPERO PATRIMONIO EDILIZIO RURALE. Viene incentivato il recupero del patrimonio edilizio rurale per favorire l’attivita’ di manutenzione, ristrutturazione e restauro degli edifici esistenti.
  • REGISTRO MIPAAF. Si istituisce un registro presso il Ministero delle politiche agricole al fine di identificare i Comuni interessati, i cui strumenti urbanistici adottati non prevedono l’ampliamento di aree edificabili o un aumento inferiore al limite determinato dalle Regioni, che possono chiedere di essere inseriti.
  • CONTRIBUTI COSTRUZIONE. Si abroga la norma che consente che i contributi di costruzione siano parzialmente distolti dalla loro naturale finalita’ – consistente nel concorrere alle spese per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria – e siano destinati alla copertura delle spese correnti da parte dell’Ente locale.
  • DISINCENTIVO ATTIVITA’ EDIFICATORIA. Si abroga inoltre la norma che prevede che una percentuale dei proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal Testo Unico in materia edilizia sia utilizzata per il finanziamento delle spese correnti dell’ente locale. Il fine e’ quello di disincentivare l’attivita’ edificatoria sul territorio.

L’obiettivo principale e’ di garantire l’equilbrio tra i terreni agricoli e le zone edificabili ponendo un limite massimo al consumo del suolo e stimolando il riutilizzo di zone gia’ urbanizzate. Inoltre il ddl mira a promuovere l’attivita’ agricola. Quindi potete cogliere l’insieme di ragioni per le quali al sottoscritto, che non ha competenze specifiche, questo e’ parso un provvedimento particolarmente significativo e riassuntivo dei rimedi ai molti mali che caratterizzano l’Italia, l’economia italiana e il suolo. Forse avremmo dovuto metterlo nel nostro primo provvedimento Salva Italia”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, al termine della riunione del Cdm che ha approvato, in via preliminare, il disegno di legge ”Valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo”. ”Sono molteplici – ha spiegato Montile ricadute negative a cui questo provvedimento vuole porre fine: la prima e’ la perdita di superficie agricola e la conseguente riduzione della produzione che impedisce al paese di soddisfare il fabbisogno alimentare nazionale e aumenta la dipendenza dall’estero. Una situazione resa piu’ preoccupante dal fatto che le zone rurali con maggior tasso di cementificazione sono le piu’ fertili, come la pianura padana”. La sottrazione di superfici alle coltivazioni, ha concluso Monti, ”ha effetti negativi sul paesaggio, sul turismo oltre a minare la sicurezza dei territori incidendo sull’assetto idrogeologico e aumentando i rischi di dissesto”.

IL CEMENTO DIVORA 100 ETTARI AL GIORNO – Tra cemento selvaggio e abbandono per mancanza di redditivita’, l’agricoltura perde sempre piu’…terreno. In quarant’anni e’ scomparso in Italia, tra cementificazione e abbandono, il 28% della superficie agricola utilizzata, per un’ estensione di 5 milioni di ettari che equivale a Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna messe insieme. Solo per la cementificazione si perdono 100 ettari di suolo al giorno. Dagli anni ’50 ad oggi sono stati ‘impermeabilizzati’ 1,5 milioni di ettari, una superficie pari alla Calabria. I dati sono resi noti dal ministero delle Politiche agricole che ha sostenuto il ddl ‘anticemento’ mirato alla valorizzazione delle aree agricole e al contenimento del consumo del suoloapprovato oggi in Cdm. La continua perdita di terreno agricolo – aggiunge il Mipaaf – porta l’Italia a dipendere sempre piu’ dal’estero per l’approvvigionamento di risorse alimentari. L’auto approvvigionamento attuale si attesta all’80-85%. Dal 1950 ad oggi – rileva ancora il ministero – la popolazione e’ cresciuta del 28%, la cementificazione del 166%. La riduzione maggiore di suolo agricolo riguarda la superficie a seminativi e i prati permanenti, ovvero gli ambiti da cui provengono i principali prodotti base dell’alimentazione degli italiani.

Logo storico del WWF

SODDISFATTI FAI E WWF – Fondo Ambiente Italiano e WWF esprimono pieno sostegno al Governo affinche’ il Parlamento agevoli e acceleri in ogni modo, anche attraverso la riunione delle competenti Commissioni in sede deliberante, l’approvazione entro la ravvicinata scadenza della Legislatura del Disegno di Legge in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del Consumo del suolo. Fai e WWF auspicano che la Conferenza Unificata esprima parere favorevole al provvedimento “trattandosi di una riforma che l’Italia sta aspettando da moltissimo tempo” e che porterebbe il paese “ad adeguarsi ad analoghe normative gia’ vigenti nei principali paesi europei”.

COLDIRETTI: “SCELTA ESSENZIALE” – ”Il 46 per cento degli italiani e’ preoccupato che la produzione di cibo non sia sufficiente a soddisfare il fabbisogno della popolazione e per questo l’84 per cento ritiene che si dovra’ produrre piu’ cibo in futuro ed e’ per questo che bisogna fermare l’erosione di terra fertile con buone norme”. Lo afferma il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, a proposito del ddl anticemento approvato oggi in Cdm. ”Se in Italia va fermata la progressiva erosione di terra fertile, come previsto dal ddl, in Europa – aggiunge Marini – occorre investire sulla Politica agricola comune (Pac) dalla quale dipende molto del futuro del cibo, dell’ambiente, del paesaggio e della qualita’ della vita dei cittadini europei”. “L’Italia e l’Europa – prosegue Marini – non possono permettersi di rimanere senza cibo, che e’ tornato ad essere un fattore strategico di stabilita’ economica e sociale. Se oggi il problema non e’ ancora quello della insufficiente produzione di cibo, ma della difficolta’ di accesso, nel prossimo futuro e’ presumibile che le difficolta’ diventino quantitative soprattutto se non verra’ mantenuto in Europa un sistema produttivo agricolo efficiente con la Politica agricola comune”. ”La riforma – conclude Marini – deve dare una risposta agli agricoltori in termini di stabilita’ dei redditi di fronte alla volatilita’ provocata dalla speculazione e dagli eventi climatici, ma anche una risposta ai cittadini con una agricoltura sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale che sappia offrire cibo di qualita’ al giusto prezzo”.

LEGAMBIENTE: “PASSO IMPORTANTE” – “Dopo anni di dissennato consumo di suolo, ben venga il ddl contro il consumo di territorio e per la valorizzazione delle aree agricole, approvato oggi in via preliminare dal Cdm. Accogliamo in positivo il provvedimento in questione che rappresenta un passo importante per cominciare a difendere realmente il suolo ponendo cosi’ un freno alla cementificazione selvaggia. Coerenza vorrebbe che si ritiri anche la legge sugli stadi in discussione al Senato”, cosi’ Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente, commenta il disegno di legge approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri. “Leggeremo con attenzione il testo – conclude – e ci auguriamo che si apra un confronto pubblico”.