A differenza degli scorsi anni, nell’estate 2012, il “Monsone di SO” ha presentato un andamento un po’ altalenante tra i mesi di Giugno, Luglio e Agosto, scaricando intense precipitazioni solo nelle aree particolarmente esposte all’azione orografica di sbarramento del flusso caldo e umido proveniente dall’oceano Indiano e dal mar Arabico. Per tutto il periodo estivo, la formazione di un’area di alta pressione nell’alta troposfera, sopra l’altopiano del Tibet, ha pilotato verso l’Asia meridionale e l’India un sostenuto flusso di correnti orientali (“easterly jet”) in alta quota che hanno dato il via al “Monsone di SO” del 2012. A causa di vari fattori la ventilazione nei bassi strati, legata alla circolazione monsonica estiva, è risultata più debole rispetto alle estati scorse, presentando delle temporanee intensificazioni, fino a carattere di burrasca, solo in prossimità delle coste somale settentrionali e alto mar Arabico, con l’attivazione dei cosiddetti “getti somali”, delle correnti da SO e O-SO, molto intense e ricche di umidità, a causa del loro passaggio obbligato sopra le superfici sub-equatoriali dell‘oceano Indiano. Vengono definiti “getti somali” visto la loro origine attorno le coste del Corno d’Africa. Essi rappresentano il vero “motore”, nei bassi strati, della circolazione monsonica estiva lungo le coste di Pakistan meridionale e India occidentale.
Le forti piogge che si accompagnano al flusso del “getto somalo” si intensificano ulteriormente quando queste correnti interagiscono con i primi rilievi del Ghati occidentale (India occidentale) e l‘imponente muraglia eretta dalle vette dell‘Himalaya (India settentrionale), nel loro moto verso nord-est. Questo è il motivo per cui il settore immediatamente a nord del golfo del Bengala è noto per avere le più intense precipitazioni del mondo durante la stagione monsonica estiva. Per questo motivo Cherrapunji, villaggio indiano sulle prime pendici dell’Himalaya, è una tra le località più piovose al mondo, detenendo una media pluviometrica annua di ben 11.777 mm. Quest’anno le precipitazioni più intense portate dal “Monsone di SO” si sono localizzate solo nel sud-ovest dell’India, tra gli stati del Kelara e del Mysore, e nel nord-est, in particolare nello stato dell’Assam, che a fine Luglio è stato interessato pure da una disastrosa alluvione, che ha cagionato diversi morti e danni molto ingenti, a seguito delle esondazioni di diversi fiumi, ingrossati dalle fitte e persistenti precipitazioni da “stau” che hanno colpito il versante meridionale della catena montuosa dell’Himalaya. Come si può notare, i surplus idrici si sono presentati solo li dove la forzatura orografica (Ghati occidentale e Himalaya) è in grado di arrestare l’umidissimo flusso sud-occidentale, nei bassi strati, proveniente direttamente dalle basse latitudini sub-equatoriali. Nelle aree dove manca, l’elemento orografico e la presenza di linee di convergenza venti, le precipitazioni sono risultate in genere inferiori rispetto alle medie, con diversi deficit in alcune regioni dell’India settentrionale. I dati attuali parlano di una contrazione delle precipitazioni monsoniche sul territorio indiano di circa il -9.9% rispetto alla norma climatica. La media delle precipitazioni registrate fino ad oggi non ha superato nemmeno i 659 mm, mentre di norma ne dovrebbero cadere 730 mm.
Solo negli ultimi giorni, con lo spostamento verso ovest della depressione termica insistente da più settimane nel nord dell’India, piogge e temporali hanno potuto irrorare anche gli stati del Gujarat, i territori semi-desertici del Rajasthan ed il Punjab. Nelle ultime 24 ore piogge, rovesci e temporali hanno interessato il Gujarat, l’ovest del Bengala, l’Odisha, il Vidarbha e il Kashmir, mentre nelle prossime ore piogge molto intense sono attese nel nord dell’Andhra Pradesh, nelle isole Laccadive, Andamane e Nicobare, dove sono previsti fenomeni temporaleschi anche molto intensi, con notevoli apporti pluviometrici. Le immagini satellitari confermano la presenza di una vasta area di convezione organizzata, con una lunga striscia di nubi cumuliformi e “Cluster temporaleschi” (estesi su un asse sud-ovest nord-est), che dall’oceano Indiano equatoriale si estendono in direzione della penisola indiana e del golfo del Bengala, dove nei prossimi giorni sono previste precipitazioni molto intense che riguarderanno gran parte degli stati dell’India meridionale e centrale, il Bengala occidentale, il Bangladesh e la fascia tra le isole Andamane e le Nicobare. Attualmente, la situazione sinottica, vede la presenza di un’area depressionaria posizionata col proprio centro di 1000 hpa (a livello del suolo) nel sud-est del Pakistan, adiacente alla parte sud-occidentale del Rajasthan. Questa circolazione depressionaria, nel sud-est del Pakistan, sta estendendo la propria influenza fino alla media troposfera, provocando una notevole destabilizzazione su tutta l’area che alimenta l’innesco di intensi moti convettivi che generano imponenti annuvolamenti cumuliformi, pronti a trasformarsi in “Cluster temporaleschi”.
Questa circolazione di bassa pressione, persistente da più giorni sul nord del Sindh, è la principale responsabile dell’intensa ondata di maltempo, caratterizzata da forti piogge e temporali, che sta colpendo diverse regioni del Pakistan, dove purtroppo si sono verificate delle disastrose alluvioni che hanno cagionato diverse vittime e molti feriti e senzatetto. Le forti precipitazioni, che da più giorni stanno colpendo molte aree del Pakistan, sono da attribuire all’umido flusso marittimo del “Monsone di SO”, aspirato dal caldo mar Arabico dalla circolazione depressionaria che da più giorni persiste nel sud-est del paese asiatico. Nella giornata di ieri forti temporali, caratterizzati da vari “Cluster temporaleschi”, hanno scaricato intensi rovesci di pioggia, accompagnati da una forte attività elettrica su diverse zone del Pakistan orientale, poco lontane dal confine indiano. Localmente i fenomeni precipitativi sono risultati molto forti, tanto da provocare veloci inondazioni ed esondazioni di corsi d’acqua. I temporali più forti si sono scatenati sulle province di Sindh e Punjab, dove vi sono state interruzioni di erogazione nella corrente elettrica, allagamenti e distruzioni di immobili. Molto colpita la rete ferroviara, con il blocco di numerosi treni e l’annullamento di quasi tutti quelli notturni ed il conseguente grave disagio ai passeggeri che hanno trascorso la notte nelle stazioni. Gran parte dei soccorsi nella provincia meridionale di Sindh sono stati concentrati nella zona di terre basse di Hyderabad, dove gi allagamenti sono stati generali e dove la gente ha dovuto abbandonare le case inondate dalle acque. Nei prossimi giorni, fra mercoledì e la giornata di giovedì, la circolazione depressionaria in azione nel sud-est del Pakistan dovrebbe spostarsi verso la parte occidentale dello stato indiano del Gujarat, continuando a rendere l’atmosfera molto instabile, agevolando la formazione di intensi annuvolamenti cumuliformi che potranno scaricare nuovi forti rovesci e piogge intense tra il Pakistan sud-orientale e l’India sud-occidentale. Qualche pioggia, quasi sicuramente, riuscirà ad interessare pure il deserto del Rajasthan e altre aree dell’India occidentale, prima del ritorno della stagione secca, a fine mese.



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