A volte si ragiona un pò superficialmente con frasi fatte, così quando si parla di effetto serra il pensiero va all’inquinamento di origine umana e inoltre, spesso, non si sa nemmeno in che cosa consista.
In realtà la questione è molto semplice: una volta che il calore del Sole arriva sulla Terra, resta intrappolato poiché non viene emesso verso lo Spazio nello stesso modo in cui viene assorbito, vale a dire che il calore si perde su una ristrettissima fascia di frequenze, che sono quelle dell’infrarosso. Il fatto è che queste frequenze interagiscono con alcune particelle, poiché hanno le dimensioni adatte a farlo, e non le lasciano passare. Non tanto la famigerata CO2 o i gas inquinanti, ma il vapore acqueo, presente in quantità nemmeno lontamanete paragonabile alle altre particelle “incriminate”. Ecco perché nelle notti nuvolose fa più caldo che in quelle serene, bloccandosi quasi del tutto la restituzione del calore nello Spazio.
Se non ci fosse l’effetto serra le escursioni termiche sarebbero ben più ampie, basta pensare a cosa succede nei deserti, ove l’aria asciutta, povera di vapore, è trasparente alla radiazione e spesso di notte fa freddo. La temperatura della Terra sarebbe in media di -21°C, mentre in realtà alle medie latitudini è di +15°C.
Altro discorso riguarda le nebbie, ossia quando si verifica il passaggio di stato a liquido. In questo caso, anche se il processo è il medesimo che nella formazione delle nubi, spesso si verifica a contatto col suolo, che si raffredda più velocemente dell’atmosfera. E’ per questo che le nebbie si formano lì, poiché la capacità dell’aria di contenere vapore diminuisce con la temperatura. Ma è anche vero che nel momento del passaggio si verifica un rilascio di calore, e quindi la temperatura è maggiore di quella che altrimenti si registrerebbe.
Naturalmente in caso di nebbie che persistono di giorno, prevale il ruolo di schermatura nei confronti dei raggi solari, tanto che tra i primi metri di suolo interessati dalla nebbia e lo strato appena superiore si possono verificare divari anche di 20°C “regalando” giornate di ghiaccio alle pianure del Nord nei mesi invernali.


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