Oltre 60 tartarughine marine sono nate in Sicilia dopo una schiusa durata 4 giorni, con gli ultimi 6 esemplari `scortati` in acqua sul gommone della Guardia Costiera di Porto Empedocle insieme ai volontari del Wwf, affinchè le tartarughine riuscissero a superare una difficile mareggiata: le Caretta caretta sono nate sulla spiaggia di Giallonardo, in provincia di Agrigento, proprio nei pressi della Riserva Naturale e Oasi Wwf di Torre Salsa. Per tutta l`estate il nido è stato monitorato, nell`ambito del Progetto Tartarughe del Wwf, dal personale della Riserva e da circa 50 volontari provenienti da tutta Italia coordinati dall`associazione Archelon, che si sono dati il cambio giorno e notte per far sì che la nidificazione avesse buon fine. L`anno scorso i nidi sulla stessa spiaggia furono quattro. Spesso sono i bagnanti o gli operatori turistici a segnalarne la presenza. La tartaruga marina è tra i tesori più preziosi del nostro mare. Delle 7 specie di tartarughe marine che vivono nei mari di tutto il mondo, la Caretta caretta, la tartaruga verde (Chelonia mydas) e la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) frequentano anche il Mediterraneo, che ogni anno ospita circa 7.200 nidi. Sulle spiagge italiane si contano circa 30-40 nidi di Caretta caretta ogni anno, concentrati in Calabria e Sicilia. Ma oggi tutte e sette le specie sono considerate a rischio estinzione e la causa principale è l`impatto con le attività umane, a partire dalla pesca accidentale. In tutto il Mediterraneo si stima che ogni anno più di 130.000 tartarughe vengano catturate accidentalmente negli attrezzi da pesca, di cui oltre 40.000 non sopravvivono. Mentre in Italia la pesca accidentale colpisce più di 20.000 esemplari all`anno. A queste vanno aggiunte le migliaia di tartarughe che ingoiano sacchetti di plastica scambiandoli per meduse, che vengono colpite dalle imbarcazioni mentre galleggiano per scaldarsi al sole, i piccoli appena nati che finiscono sulle strade disorientati dalle luci artificiali di coste sempre più urbanizzate, i nidi distrutti dai mezzi meccanici utilizzati per la pulizia delle spiagge e da un`attività turistica incontrollata.


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