Mentre lo scenario barico sul vecchio continente è dominato da una profonda circolazione depressionaria, con minimo barico al suolo sui 979 hpa posizionato sul mar di Norvegia centro-settentrionale, che sta pilotando le prime avvezioni fredde alle alte latitudini, con le prime nevicate a bassa quota fra l’Islanda e il nord della Norvegia, sul fronte atlantico la situazione meteo/climatica rischia di farsi veramente scoppiettante per l’avvicinamento dell’uragano “Nadine” che si avvicina alle coste del vecchio continente. Attualmente il ciclone tropicale, nato ad inizio di settimana sopra le calde acque dell’Atlantico tropicale, è un uragano di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che hanno superato la soglia dei 120-130 km/h attorno il minimo barico centrale, sceso fino ai 983 hpa. Una bella tempesta relegata proprio nel cuore dell’oceano Atlantico, che tende a muoversi verso est, un tipo di traiettoria che entro la giornata di domani lo farà transitare su acque superficiali sempre più fredde, con valori che comunque non dovrebbero scendere sotto i +25°. Le ultime immagini satellitari hanno mostrato un buon impianto ciclonico, con delle bande nuvolose a spirale molto ben sviluppate che stanno ad indicarsi una buona forma del ciclone, mentre il fittissimo “gradiente barico orizzontale” (la pressione centrale è sui 983 hpa), proprio in queste ore dovrebbe raggiungere le massime intensità, con forti “venti di sbarramento” (sono le fortissime correnti che assumono un andamento circolare antiorario, orario nell’emisfero australe, attorno l’occhio centrale da sbarrare ogni ulteriore afflusso d’aria verso il centro del vortice) che supereranno i 130 km/h, con picchi di raffica possibili sui 150-160 km/h, e onde alte più di 5-6 metri attorno l’area perturbata.

Nella giornata di domani “Nadine” comincerà ad entrare in un ambiente più “ostile” per il suo mantenimento. Difatti, tendendo a piegare più verso E-NE, l’uragano entrerà in un’area con moderato “Wind Shear” in quota, cominciando ad essere agganciate dalle sostenute correnti occidentali delle medie latitudini che spingeranno il sistema in direzione NE, contribuendo ad un graduale indebolimento, dovuto sia al rafforzamento dello “Shear” del vento che al passaggio su acque superficiali meno calde che inizieranno ad indebolire l’attività convettiva suo interno. Questi elementi dovrebbero contribuire a far declassare l’uragano “Nadine” in una potente tempesta tropicale, che fra le giornate di giovedì e quella di venerdì, rischia di avvicinarsi alle isole più occidentali dell’arcipelago portoghese delle Azzorre. Ma il progressivo avvicinamento della tempesta verso le Azzorre verrà rallentato proprio dalla presenza dell’omonimo anticiclone oceanico, ben disteso lungo i meridiani dal medio Atlantico verso l’Europa centro-occidentale e il bacino del Mediterraneo. Nei prossimi giorni “Nadine” andrà ad impattare sul bordo più meridionale dell’anticiclone delle Azzorre, tale impatto dovrebbe rendere il sistema depressionario semi-stazionario nel tratto di oceano a sud-ovest dell’arcipelago portoghese.
Il notevole rallentamento dovrebbe causare un veloce indebolimento del ciclone, ancor prima che bordi le isole Azzorre, per il cosiddetto “Upwelling”. Il fenomeno, denominato “Upwelling”, si ottiene quando il ciclone tropicale ha un andamento molto lento (inferiore alle 4-5 miglia/orarie) o rimane pressoché semi/stazionario sopra un tratto di oceano, per oltre le 24-36 ore. In genere quando un ciclone rimane quasi stazionario sopra lo stesso tratto di mare rischia di subire un indebolimento. Questo perché i fortissimi venti di superficie prodotti dalla tempesta generano un consistente moto ondoso che agita la superficie dell’oceano, determinando “Upwelling”. L’”Upwelling”, di conseguenza, ha l’effetto di raffreddare la temperatura della superficie del mare su una superficie vasta anche più di 200-300 miglia. Tale raffreddamento delle acque oceaniche (SST) su cui insiste il ciclone tropicale può essere anche considerevole, facendo calare i valori termici sotto l’indispensabile soglia dei +27°, e determinando il rapido indebolimento del profondo sistema depressionario tropicale. Molti uragani e tifoni che sono rimasti semi/stazionari sopra lo stesso tratto di mare si sono indeboliti per poi dissiparsi completamente. Se tale ipotesi previsionale andrà in porto entro il prossimo venerdì “Nadine” si avvicinerà alle Azzorre allo status di depressione tropicale, portando dei rovesci di pioggia, un incremento del moto ondoso e venti piuttosto sostenuti, in genere dai quadranti nord-orientali o orientali, sulle isole di Flores, Faya, Pico e Sao Jorge, per poi cominciare a dissiparsi in un vortice depressionario presente nella media troposfera che insisterà per più giorni sul tratto di oceano a sud dell’arcipelago atlantico.


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