L’allarme maltempo che ha fatto scattare la macchina della Protezione Civile e’ stato corretto e ha funzionato bene, ma queste decisioni sono basate su stime di probabilita’ con le quali esperti e istituzioni hanno dimestichezza ormai da tempo, ma che sono nuove al grande pubblico. ”Bisognerebbe utilizzate toni meno assertivi, ma e’ comunque giusto informare”, osserva Massimiliano Pasqui, dell’Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibimet-Cnr). Un esempio del perche’ sia giusto informare del rischio e’, rileva Pasqui, il nubifragio del 20 ottobre 2011 a Roma: ”in quell’occasione pochissimi sapevano che ci sarebbe stato un evento potenzialmente rischioso e molti si sono ritrovati in automobile con fiumi d’acqua nelle strade”. Sono corrette, quindi, le previsioni secondo le quali piovera’ fino a mercoledi’, con eventi localmente molto intensi. Cosi’ come e’ stato corretto che la Protezione Civile abbia diramato l’allerta. ”A condurre a questa scelta e’ stata la situazione letta sulla base di piu’ modelli che convergono su una situazione di rischio”, spiega l’esperto. ”In casi come questi e’ giusto che tutte le strutture preposte si preparino ad affrontare eventuali emergenze”. Diverso e’ il caso della comunicazione al grande pubblico. ”In questo caso ci sono altre regole. E’ giusto e corretto informare – rileva – ma occorre piu’ maturita’ da parte chi fornisce le informazioni, cosi’ come e’ necessaria una maggiore maturita’ da parte del pubblico nel recepirle. E’ un passo, questo, che deve essere fatto ed e’ un percorso che si sta facendo”. Una delle regole fondamentali, secondo Pasqui, e’ ”non utilizzare toni assertivi e ricordare che c’e’ sempre un margine di errore”.
Maltempo, Pasqui (Cnr): “l’allerta meteo funziona, ma bisogna capire che le previsioni non sono certezze”


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