Un avvio d’anno scolastico del tutto insolito e irto di difficolta’, ma in cui si intravede il desiderio di rialzarsi, quello che coinvolge le migliaia di studenti della Bassa modenese alle prese con la ricostruzione dopo il terremoto di maggio. Lezioni in tensostrutture, anche all’aria aperta, quando non in palestre allestite come aule e insolitamente disseminate di sedie, se non proprio di banchi. Anche questo ha fatto parte del primo giorno di scuola poco piu’ di cento giorni dopo il sisma. In ogni comune della Bassa sono febbrili i lavori per la realizzazione di strutture che possano ospitare gli istituti le cui sedi erano rimaste lesionate a causa delle scosse, ma e’ forte il senso di precarieta’. A Finale Emilia, le lezioni degli istituti superiori ‘Calvi’ e ‘Morandi’ sono ospitate momentaneamente in una palestra e al Park Hotel Estense. La 5/a ‘I’ del liceo Morandi ha fatto lezione in un giardino all’aperto questa mattina: ”In altre occasioni avremmo anche apprezzato questa soluzione – hanno detto gli studenti stamani – ma ora ci da’ invece un senso di incertezza e di timore per il futuro. Vorremmo che questa precarieta’ durasse il minor tempo possibile”. Le lezioni sono ripartite in orari diversi, per permettere a tutte le classi di frequentarle. A Mirandola le scuole medie inizieranno le lezioni domani, in attesa che sia ultimato oggi il trasferimento degli uffici del Comune in via Giolitti, dove sta sorgendo in gran fretta una cittadella scolastica e amministrativa che fara’ il paio con quella di via delle Nazioni, non lontano dal polo scolastico inagibile dopo il terremoto. Le scuole elementari hanno cominciato l’anno in diverse tensostrutture, mentre quelle superiori stanno cercando in questi giorni di massimizzare le attivita’ solitamente in programma durante tutto l’anno: gite, stage in azienda, orientamento universitario. E se a Carpi tutte le scuole sono riuscire ad aprire i battenti in tempo, a Novi di Modena e nella frazione di Rovereto si dovra’ attendere un’altra settimana per le scuole primarie e secondarie, che poi saranno ospitate in tensostrutture. Stessa soluzione provvisoria per la didattica che si e’ dovuta adottare a Cavezzo, dove l’unico edificio agibile a livello scolastico e’ l’asilo statale. A Soliera la scuola primaria Garibaldi aprira’ solo l’8 ottobre, ma gia’ in un prefabbricato. Critico il sindacato Cub, che annuncia battaglia ”contro l’avvio anticipato nelle scuole terremotate senza container”. Il terremoto ha disseminato danni ovunque, ma in maniera disuguale, e a pochi chilometri di distanza le singole scuole, cosi’ come le vite di chi le frequenta, con il sisma hanno dovuto imboccare strade differenti. Ma tutti ora hanno ancora piu’ fretta, per sfuggire anche all’insidia di fretta e maltempo che potrebbero presto arrivare. ”Le ultime scuole prefabbricate, per 18.000 studenti complessivamente, le consegneremo entro il 15 ottobre – ha ribadito il presidente della Regione Vasco Errani a Cento (Ferrara), dove ha inaugurato i moduli temporanei nella sede dell’Isit Bassi-Burgatti – ma nel frattempo, con tensostrutture, con forme didattiche innovative, stiamo assicurando l’avvio dell’anno scolastico. Un risultato non scontato, ma molto importante”.
Nell’Emilia Romagna terremotata si torna a scuola: via alle lezioni tra 1.000 difficoltà


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