Andrea Corigliano è un meteorologo professionista che scrive sul sito http://www.meteogiuliacci.it/: nei giorni scorsi ha lanciato un’idea molto interessante che condividiamo e che riproponiamo su MeteoWeb:
In questa calda estate 2012, sul fronte meteorologico, siamo stati costretti a sentirne un po’ di tutti i colori. La moda dei nomi assegnati all’Anticiclone Nord Africano non ha fatto altro che creare nuovo scompiglio all’interno di un mondo dell’informazione che già altre volte ha “peccato” in correttezza scientifica quando si dovevano portare alla conoscenza del grande pubblico le vicende del tempo ed il famigerato cambiamento climatico, tirato sempre per la giacca per spiegare anche un temporale di forte intensità. In modo particolare, quest’anno, ogni volta che è iniziata una nuova ondata di caldo, proveniente prima dai gironi infernali e poi… dall’Antica Roma, si è infatti spesso parlato del primo, del secondo, del terzo… Anticiclone Nord Africano, per arrivare fino al settimo, non consapevoli che si trattava sempre della stessa figura di alta pressione, di matrice subtropicale continentale, che si allungava dal Nord Africa verso la nostra penisola.
Per non parlare poi dell’Anticiclone che, in una delle sette occasioni in cui è venuto a farci visita, si è addirittura… “sdoppiato”, portando caldo al Centro-Sud e temporali al Nord, dove invece transitava la coda di una perturbazione atlantica: in alcuni quotidiani si è letto addirittura che l’Anticiclone era diventato un “Ciclone”: con grande meraviglia, è stata la prima volta che si è affermato che un campo di alta pressione porta il maltempo! Ci chiediamo se è davvero questo il modo giusto per avvicinare la meteorologia al grande pubblico, come si dice e si vuole far credere. Perché per noi questo modo di informare, intriso di svarioni scientifici e di allarmismo ingiustificato che porta solo ansia, si colloca agli antipodi rispetto a ciò che ci hanno insegnato i due professionisti per eccellenza che, per primi, hanno provato a portare la meteorologia nelle case degli italiani: il Generale Edmondo Bernacca ed il Generale Andrea Baroni.
Per dare un po’ di dignità a questa meteorologia un po’ troppo bistrattata, noi di Meteogiuliacci.it desideriamo ritornare sui passi di questi due grandi meteorologi e riprendere ciò che riteniamo istruttivo ed educativo nei confronti di chi si avvicina alla meteorologia. Desideriamo seguire l’esempio di Bernacca e Baroni, quanto questi due grandi paladini della meteorologia italiana entravano con garbatezza, rispetto ed umiltà nelle case degli italiani. Non certo mettendosi a chiamare con ripetuti nomi lo stesso anticiclone Nord Africano, ma numerando ad esempio le perturbazioni che entravano o si formavano sul Mediterraneo ed interessavano l’Italia.
Frasi che hanno fatto la storia della nostra meteorologia e che ancora oggi si ricordano, come ad esempio… “Arriva la perturbazione numero 5 del mese di novembre”, sono un modo anche per far capire al pubblico, per sommi capi, quanto in un mese, in una stagione o in un anno si sia fatto sentire il respiro delle correnti atlantiche. In tempi di estremizzazione climatica, in cui i periodi siccitosi si alternano a periodi eccezionalmente piovosi, sapere che un mese non ha visto il passaggio di nessuna perturbazione o, al contrario, ne ha viste passare otto, è certamente più istruttivo e meno allarmistico rispetto ad una notizia che fa sapere che è arrivato l’Anticiclone… Godzilla con la sua… “tempesta di caldo”. Non credete?


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