Nuovo studio sui temporali: arrivano più spesso di pomeriggio, perchè il suolo è più asciutto

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I temporali arrivano piu’ di frequente nel pomeriggio quando i terreni sono molto asciutti: lo dimostra uno studio pubblicato su Nature che ha analizzato i processi temporaleschi in sei continenti, inclusi Nord America ed Europa. Il risultato, che si deve a un gruppo coordinato dal britannico Christopher Taylor del Centro per l’Ecologia e l’Idrologia a Wallingford, ha implicazioni importanti per lo sviluppo dei modelli climatici futuri e per la comprensione degli effetti dei cambiamenti climatici globali su scale regionali. La conclusione dello studio, sottolineano gli esperti, sfida la maggior parte dei modelli, secondo cui i suoli umidi offrono le condizioni piu’ favorevoli per la formazione della pioggia. Secondo il lavoro, invece, un maggiore flusso di calore dal suolo asciutto incoraggia il processo di convezione che fa risalire l’aria calda del suolo verso l’atmosfera innescando la formazione delle tempeste.

Cumulonembo

La scoperta e’ stata possibile esaminando le immagini dei satellitimeteorologici che seguono lo sviluppo delle nubi temporalesche in tutto il mondo. Le immagini hanno evidenziato che il verificarsi delle precipitazioni e’ fortemente favorito dai suoli asciutti piuttosto che dal terreno bagnato, soprattutto nei climi semi-aridi. ”Abbiamo osservato dove si formano le tempeste in Africa – ha rilevato Taylor – e sapevano che le nubi cariche di pioggia hanno la tendenza a formarsi nei luoghi in cui non ha piovuto nei giorni precedenti. Siamo rimasti sorpresi nel vedere un modello simile che si verifica in altre regioni del mondo, come gli Stati Uniti e l’Europa continentale”. ”Sia il calore sia l’umidita’ – ha proseguito Taylor – sono ingredienti fondamentali perche’ le nuvole di pioggia si formino nel corso del pomeriggio. Nelle giornate di sole la terra calda riscalda l’aria e il calore sale per diversi chilometri in atmosfera. Se il terreno e’ asciutto, le correnti d’aria calda sono piu’ forti, e la nostra ricerca mostra che questo fenomeno rende piu’ probabile che cada la pioggia”.